Impegno mantenuto, sentimento perduto


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Né fulmine né saetta, affezione.
Una pulce da scacciare, da disprezzare e non c’è comprensione.
Nel tuo sguardo il mio sconcerto.
Un unico sentimento universale. Il rancore globale.
Parole soppesate, trattenute e poi lanciate, con la potenza del baseball player seriale.
E io ti osservo senza sperare, mentre l’anziana sorte penzolandoti sul capo festeggia..
Forse torna, adesso, il prodigo figliuolo da bacchettare.
Poi mi volto e quegli occhi mi tengono, perle d’amore a cui dare il mio sostegno.
Resto fedele al focolare, per amore materno, mentre scolo bottiglie immaginarie e brucio i polmoni di fittizie sigarette.
Dondolando con piede malfermo la sedia che oscilla di fronte al rogo spettacolare di un perduto sentimento.

ADDio


Così te ne vai. In un frullo d’ali tutto ciò che sono stata scompare.
Ti libri verso orizzonti lontani tra fuliggine e venti salati.
E io resto. Guscio spolpato.
Te ne vai compagna di vita, riflesso allo specchio che sbiadisce, mentre strofino sulla superficie, fino a sanguinare, le mani.
Mi inoltro nella folla, di volti uguali, e non sono più la stessa.
In ogni sguardo incrocio la mia confusione, esposta.
È finita. Tutto il film che si riavvolge e s’incendia nell’odore acre della consapevolezza.
Io resto qui e Io scompare. Io resto qui, con lui.
E perdo me stessa.

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Fuga


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Non sono svanita, ma sono scappata. Non dalla scrittura, ma da me stessa.
Sto scrivendo perché devo esprimere qualcosa e in questo caso sono abbastanza certa di fare un pessimo servizio a chi legge.
Non c’è alcun tipo di intrattenimento in queste parole e nessun tipo di dialogo, solo me stessa.
Sono una persona sempre più chiusa, sempre più ostile al mondo, con dentro un scalpitio di zoccoli pronti a correre, ma il recinto è sigillato.
Ho finito i progetti.
Portò avanti ciò a cui tengo con tutto il cuore. Ho finito i progetti per me stessa, come individuo. Sono face to face e non posso nascondermi, non davanti a me stessa.
Le parole le ho finite, la voglia di scrivere rimane, ma non ne sono in grado, ho perso troppo tempo a saltare da un piede all’altro sperando di essere presa, stretta, rassicurata, amata in modo incosciente.
I sogni sono buon materiale per scrivere, effettivamente, eppure non faccio bene né questo né quello, sinceramente.
Il mio unico desiderio al momento è leggere in ogni momento consentito e barricarmi dietro solide mura di niente, tra futili avventure, incorporei sospiri e parole che nessuno direbbe mai, forse io…
Al diavolo l’illusione di complicità, di condivisione, al diavolo la passione e tutte le cazzate che ho coltivato nel cuore, come la persona sola che ero crescendo e che resterò per sempre.
Non esiste l’alta definizione, non sembra più vero del vero, lo è. Se il mondo non è opaco, lo sono gli occhi che lo guardano.
Sono sempre stata in equilibrio con un piede nella concretezza e l’altro nel cielo più alto e incorporeo, ne ho sempre avuto bisogno. Ora mi siedo e non ci voglio pensare. Non voglio pensare a niente, mentre il giorno segue quello dietro e faccio finta che mi vada tutto bene, perché le cose vanno bene, e c’è troppo schifo nel mondo per lamentarsi, così mi tappo la bocca e mi incazzo per quel peso nel cuore che non ho nessun diritto di avere, non credevo davvero che avrei avuto diritto di rifarmi ?
Non so cosa mi abbia fatto credere da bambina che a risarcimento di un’infanzia infelice e un’adolescenza di merda avessi diritto a una vita con tanto amore da scoppiarmi il cuore!
Ho avuto molto più di quel che sentivo di meritare in fondo e non voglio lamentarmi, non devo. Perciò fuggo tra pagine sognate da altri e non mi peno neanche di scriverle da me.
Un abbraccio a chi è sempre stato presente con tanto affetto, sappiate che è un affetto ricambiato.