Alessandro


Fui il tuo nido
Cullandoti in grembo
Fosti il mio nocciolo
Fattami frutto per
Avvolgerti.

Il trapasso dal ventre
Per massimo patire
Violenti scosse
Per le pelvi aprire
E fu la luce!

Tu nascesti
Spingendo
Soffrendo
Nel sangue
Il primo
Battesimo.

Dieci e ancora due
Gli anni sono andati
E io con te più grande
Perdonami fallace
Grata eternamente
Di esserti madre.

Del sangue e della vita


Quando il sangue di un altro ti sporca le mani
Gratta finché il tuo stesso sangue ne lavi via l’odore
E ancora nulla solleverà dalla tua gobba il peso
E mai perdono cancellerà dalla memoria l’onta
La vita è un dono
che non appartiene
Ad alcuno:
Né al portatore
Né al donatore
E ancor meno
All’usurpatore.
Io mi possiedo
Finché linfa mi scorre
Eppure la sua fonte
Non è mio avere .

Anatomico cuore


La misura del mio cuore
È un pugno stretto
Un urlo d’amore
Il sogno maledetto .

I contorni corrosi
Dall’acido residuo
Dei giorni fumosi
Del viver deciduo.

Carne striata
Pulsante scommessa
Fatica ingrata
La mortale pressa!

Treni


S’allisciano su sentieri ferrosi
Giganti ruminosi corrono.
Tuttù Tuttù Tuttù..

Odore di pelle fumosa
Sudore annebbiato
Calpestati passi.

Ah, tornare agli occhi
Innocenti sguardi
Sul mondo che scorre!

Stringere il via
Con mano ferma
In trepidante attesa.

Sguardi rubati
Battiti scolpiti
Tutti conservati.

Nel lurido vetro
Gambe in movimento
Per luoghi antenati .

E la certezza
Sempre
Di un domani.

Cuore di… Chi?


Mi hai rotta
Come vetro
A terra
Si scaglia.

Hai guardato
Gocce cadere
Il mio sangue
Stillare .

Hai gioito
Nella perdita
Di me
Smarrita.

Canto al vento
Echi stonati
Spezzoni
Passati.

Scricchiola già
Fiducia vacilla
Dondolo
Nel nulla.

Ridi e sospira
Nel cerchio
Osservo sola
Distanzio.

Avermi ti
Consola
Esserci nonti
Sfiora.

Eppure si
Dice scelta
Non mia fu
Nascere.

A volte ritornano


… gli incubi,
i rimpianti,
i volti amati.

Torna il dolore vestito,
di odori passati
e nostalgia.

Ho capito,
ritorna il fantasma,
in sussurro gelido racconta…

Delusioni ardenti,
rotto il cuore
i cocci regalati.

L’amore negato a chi
non capisce follia
e omette regia.

Spasimavo canina
nel petto tremulo
tenero tepore .

Ritornano dannati
giorni pesanti e
ricordi lontani.

Spettro che vaghi
accetto lo specchio
e non fuggo …

Ma ti prego
Ora
Và via !