Uomo tu come nessuno mai… mai!


Come potresti d’altronde non amare te stesso?
Sei così sicuro di te, così mascolinamente gretto e mai, per carità, sciocco sentimentalismo! Tu sei meglio!
Lo sappiamo che la donna per te non sarà mai amica, delle due una, giusto?
La verità la verità… non è che adesso uno debba avvisare anche quando va al cesso! E poi, mica si può tenere a mente tutto… la donna va lasciata sbollire, tutto passa da sé, basta far finta di niente.
Come sei uomo tu, sempre uguale a te stesso: nulla ti cambia… beato te.
Il tuo orgoglio virile ti avvolge contro ogni futile isterismo. In fondo, quante volte tu stesso hai detto che sapresti sopravvivere in circostanze avverse?
Già, proprio come quel sergente dei marines alla TV: separati alla nascita?
Maschio tu, perché non vai a sopravvivere sul divano e te ne vai dal mio letto ?

Letterina di Natale


Potevi farmi più stupida
O più intelligente..
..così, cosa dovrei fare?
Capisco quanto non capisco
E quanto inutilmente continuo a voler passare dalla porta col bastone in bocca.
Sono consapevole e stufa di esserlo e allora?
Questa è la condizione di noi medi, non speciali, frentici come formichine, che corrono finché passo umano lo consente.
Allora, io non chiedo niente, tanto non è concesso… magari se proprio proprio… Un po’ d’amore, di quello Immenso!

Donna. Riflessioni sulla sessualità e sulla condizione femminile


Un’altra notte bizzarra … che mi conduce a un’opinabile illuminazione sulla condizione femminile .
Ovviamente tutto si riconduce al mistero del femminile; che non è la maternità, non solo, ma il piacere e il desidero femminile e il suo scopo e potere.
Un uomo che sapesse suonare questo strumento con passione e sentimento, quali melodie eterne ne susciterebbe ! Quanta devozione e fiducia ci vorrebbero ! Tempo che è stato necessario all’uomo per altri scopi. Per cui, come legare a sé una donna che lo ami, lo assista e accudisca la famiglia senza perdere il senno ? Natura, Dio per chi crede come me, ha creato la donna così: emotivamente sensibile, sessualmente malleabile, misterosamente portata ad un legame indissolubile e irrazionale verso l’uomo capace di amarla. L’uomo, leggasi partner, per quel che riguarda l’essere femmina non cambia in base al genere dell’altro.
Sono persuasa che una campagna secolare di frustrazione sessuale abbia facilitato l’impegno della donna nel matrimonio.
Con tabù, sensi di colpa e ferocia verso l’espressione della donna del proprio desiderio.
Oggi, se non c’è ferocia, permane la vergogna, l’indifferenza o quantomeno l’incredulità.
La donna può desiderare di essere amata come merita? Di esplorare la propria sessualità con l’amato? Può desiderare al di là della bellezza e dell’età? Come mai ci è dato un corpo che può vibrare così tanto e così spesso e tuttora permane la ridicola convinzione che sia l’uomo a volere tanto sesso e tante donne? Convinzioni necessarie per rassicurare l’uomo che ha sempre sospettato che la donna andasse soddisfatta meglio, più spesso; per cui si è fatto prima a dare un valore morale negativo al desiderio femminile che a soddisfarlo: quale merito ad avere tante donne a cui dedicarsi il tempo di un incontro ? Meno esigenze da soddisfare, meno giudizi da affrontare.
Laddove il desiderio femminile soddisfatto porta alla tenerezza, alla devozione, al bisogno di legarsi e rendere l’altro felice. Ogni cosa ha un senso e le scorciatoie portano a perdersi.
Per cui non c’è per me soluzione nel maschilismo o nel femminismo, in quanto rimango fermamente convinta che la libertà sia vera nel momento in cui ci si dona e che il mistero della vita si riveli a quelli che si amano con tutto il tempo, la devozione e la passione reciproca.
Quando la donna sarà libera, il mondo sarà un posto felice.

Campanelli notturni


Mi sono svegliata, già rassegnata.
Volti cari e l’amarezza di ciò che è svanito; il rancore di certezze tradite : io sono qui e tutto è perso. Ogni gesto che cantava tradizione si è rivelato un’illusione, uno sberleffo .
Ci sono io a costruire nuovi gesti e nuove promesse da mantenere.
Per valere, in un solo corpo, le generazioni che mi hanno lasciato sogni notturni da cui districarmi .

Ricordi di colonia.


Ricordo di un’estate in colonia.
Con la l minuscola, un’estate minuscola.
Ricordo un desiderio di legare, di piacere a gente mai vista.
Gli animatori anche loro, a cercare di piacere e di farsi piacere ragazzini spesso odiosi.
Un sapore di fascismo vestito da Italia casereccia. Non dico che fosse così, a me è rimasto così.
In quell’estate italiana nanna nà, che ululava i Mondiali .
I miei che giocavano a separarsi e a far finta di proteggermi, mentre stavo parcheggiata in quella colonia a cui avevano troncato “penale” per compassione.
Certo, il controllo pidocchi per l’amissione non prometteva bene.
Ecco, per me quell’unica colonia della mia esistenza, resta un’indelebile stazione di posta, tra un burrone e un deserto morente.
L’estate a venire i miei si sarebbero separati davvero e avrei avuto la certezza, eterna, della loro miseria umana.
Questi però, sono altri frammenti di me.

La nostra Storia e il Mondo altrove


E se restassi sul mio seno
Cullato dal mio ventre
Ballando sul mio cuore
Ascolti il mio respiro?

Saremmo noi vestiti
Dell’altro la pelle
Profuma l’amore
Nel giorno più caro.

Abbandona oggi
Del domani l’affanno
Libera il petto
Dall’odiosa stretta.

Siamo al mondo
Noi per cosa? Lascia
che il Ladro stringa
nella mano vuota.

Che si fotta il globo
che tutto Obesando
Ingoia e di ossa
Riasfalta il Creato!

Non ci resta che
Noi da stringere
Mentre ti canto
La vera Storia.