Depressione


Nero fumo
Grigio freddo
Finestre da spezzare
Restano chiuse.

Il mondo scorre
Sull’asse inclinata
Io ferma, immobile
Per sempre girata.

Parole, sbagliate
Risposte nulle,
Sguardi sganciati
Mani lontane.

E resta l’inverno
Nel cuore tremulo
Speranza amica
Di altri da me.

Icaro e Sangue


Ghermiscimi
Finiscimi adesso
Graffi la pelle
Lecchi sangue
Che scorre
E scorre
Desolazione
Tu sei morte.

Allora, prendi
Possiedimi
Restano promesse
Volano i sogni
Ombre sinuose
Dalla mia mente
Si inerpicano
Fumose.

Denti aguzzi
Mordi la carne
Senti il sapore
La mia essenza
Nutre il flusso
Del tempo
È l’umana
Condizione .

Voliamo adesso
Sopra i tetti
Le case abitate
Corri con me
Verso il Sole
Ci scioglie
Eterno sei
L’Amore.

Le gemelle


Si guardano sempre.
Tenendosi per mano.
Scrutano, con le unghie scavate nell’anima.
Un ghigno malvagio, sotto le occhiaie cupe, si accompagnano.
Una ride di follia, l’altra geme il suo strazio e ondeggiando i fianchi cullano la vita.
Le puoi vedere, quasi toccare: sono affascinanti nell’indurti terrore.
Vuoi scappare e gridare il tuo muto sgomento, ma sai che non ti appartiene.
Sono mie, loro, il mio riflesso: ciò che sono e sarei stata.
La follia: il perduto treno, la vita che non si ricompone.
Si guardano e si tengono e sanno, loro sanno e tutto osservano.

2013 in review


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