Ti lascio, qualcosa di me che hai buttato.


Questo è ciò che ti lascio:
un passato e un’attesa.

Quel che non hai preso,
non saprai avere mai,
non sono che un soffio.

Le tue labbra chiamano
tu non sai cercare
il mio nome fuggito.

Dolce la seta di carne
turgido d’amore
il desiderio che piange.

Lacrimose perle salate
che al cuore sopito
saranno negate.

Millenni a cercare,
tra stelle lontane,
un segno  d’affetto.

Parole, pensieri sepolti,
un mondo di vite sparse
e un cuore solo.

La stretta nel petto,
nessuna emozione,
la vita che arde.

Non sono e voglio
più nulla da te,
restami ricordo.

Le fate sono morte
le ali strappate,
il deserto s’appare.

Cavalieri sui muli,
destrieri frignanti,
si aggiorna la corte.

La pelle viva odora,
calda ammanta
un istante d’amore.

Tutto è perduto
colonna di fumo,
all’orizzonte.

Piangi per me,
carezze negate
senti: le campane.

Sospiri ardenti,
singulti sperati,
la eco dispersa.

Amore è tutto,
intorno e sepolto,
trasuda e soccombe.

Piangi per me,
non credo più
non c’è più me.

L’amore che non si consuma sbiadisce, non si conserva


Con quel borsone da militare, il primo ricordo di te.
La faccia da schiaffi e avrei dovuto dartene un paio, prima ancora di conoscere il tuo nome.
Uno sguardo, il tuo, più grande di te, più alto della tua misura.
Mi hai irritato e ferito, senza averne coscienza e questo, poiché lo capivo, ha lasciato in me uno spiraglio di possibilità.
Se avessi avuto più rispetto di me stessa, più sicurezza, forse non ti avrei amato, se ne avessi avuto meno, non avrei neanche provato.
Siamo figli della vita, più che di un paio di persone qualunque; frutto di ciò che ci ha colmato e di ciò che ci ha spezzato.
Ho fatto scelte importanti con un animo intimorito, col dolore pressante di sentirmi uno scarto.
Avevo però un bagliore di autostima che mi ha salvato .
Sono passati anni e siamo a questo punto.
Ognuno con le sue priorità.
Ho alleggerito il mio bagaglio di necessità e tu l’hai caricato.
Credo fortemente nella brevità della vita, in quanto di fatto è breve.
Credo nella pochezza dell’essere un singolo essere umano tra la moltitudine, di fatto il mondo gira anche senza di me.
Credo che due persone amandosi scoprano cose che non è dato spiegare, né replicare, poiché le emozioni forti sono irreplicabili, come la sinergia che ne deriva.
Sono disillusa e più che mai mi convinco che ciò che conta è ciò che non rimane a questo mondo dopo di noi.
Voglio vivere di ciò che siamo insieme, sperimentare la connessione, il desiderio, la totalizzazione.
Questo però non è il mondo in cui viviamo e ancora una volta si finisce per vivere per ciò che ci potrebbe, possibilmente, permettere di vivere e rimandiamo il tempo di stare assieme a un domani che non è promesso.
Vorrei essere capace di mantenere vivo l’amore di speranze e attese.
Lo vorrei davvero.