Ti aspetto #2


Mojo mi uccide piano, dolorosamente e sono convinta che ci provi gusto. I suoi occhi mi annientano.
“Mi hai scambiato per una ragazza? Ti sembra che me ne freghi qualcosa delle tue scemenze?”
Ora, mi sta venendo a noia però,
“Mojo, non sei una ragazza, sei il mio migliore amico e in quanto tale ho l’obbligo morale di dirti che stai facendo lo stronzo!”
Annaspa, davvero, se non fossi certa del contrario, giurerei che un muro d’acqua l’ha intrappolato in questo preciso momento.
“Pure! Non basta che… anche gli insulti. Sei distrutta mentalmente tu, sarà il caldo.”
Ridacchio: è cotto a puntino, sta rosolando sullo spiedo.
“A proposito di caldo, perché non ti spogli? Io vorrei rinfrescarmi, ci bagniamo un po’. Io vorrei bagnarmi un po’. ”
Lo sento rantolare e mi volto a guardarlo sorridendo come un ebete inconsapevole.
“Sì, ok, certo. Uhm, un attimo . Una rinfrescata ci sta.Acqua fredda, vero?”
“Certo, ti ci vuole una doccia fredda!”
Mi guarda con sospetto; attenta a me, sto scoprendo le mie carte.
Mi alzo per prendere la pompa collegata al lavabo esterno e prendo un secchio. Non ho nessuna voglia di fare acrobazie goffe mentre apro l’acqua e la pompa prende vita da sola.
Fingo di essere assorta nei preparativi, perché certo, è ingegnoso prendere una pompa e girare il rubinetto.
Spero che lui non mi controlli mentre si spoglia e oso sbirciare da sotto il braccio, mentre mi piego sul lavabo.
Non.Ci.Credo.
Mi sta fissando il sedere!
Scemo. Scemo…
Si è tolto la maglietta e sembra indugiare sui bermuda, niente che non abbia già visto e sbirciato e ammirato.
“Allora, sei pronto? Apro l’acqua?” Fingo di non sapere a che punto è della svestizione.
“Un attimo, ti avviso io.”
Mi giro e lo guardo fintamente ignara mentre lui deicide se è meglio calarsi i pantaloni frontalmente, o di schiena.
Ah, ma per me è divertente allo stesso modo!
“Tu sei una strega!” Esordisce e ride.
Ops! E adesso?
Incrocio le braccia offesa, e non c’entra nulla che il mio seno pesante si solleva facendo capolino dalla vestaglia semiaperta.
“Che c’è adesso? Ti tratto benissimo e tu mi insulti.”
Lui scuote i capelli sempre scompigliati e mi guarda divertito, sembra un gatto che ha mangiato il canarino, con la piuma gialla che spunta tra i denti.
“Lalla, Lalla… ti metterai nei guai. Questo è sicuro!”
Oh no, non adesso! Mi sento il calore che sale sulle guance e non riesco a impedire di arrossire. Cavolo! Essere sbugiardata senza preavviso mi provoca un imbarazzo immenso e tutto il mio atteggiamento di donna vissuta affonda con uno Splash sonoro.
Getta la testa all’indietro e ride a pieni polmoni, sembra un ragazzino ed è bello come il sole, vorrei carezzare con le labbra quel collo magnifico e leccare il pomo d’Adamo esposto per me.
Sono troppo impegnata a offendermi per farlo e resto impalata come un tronco a sbavare, non troppo metaforicamente.
Mojo si zittisce di colpo, forse il silenzio attorno alle sue risate l’ha fatto rinvenire? Arriccia il naso e inclinando la testa mi fissa serio e allora io contrattacco con un’alzata di mento e un cipiglio degno della miglior matrona dello scorso secolo!
“Fai sul serio Lalla? Sei sicura? Lo sai che chi va al mulino s’infarina?”
Oh, questa poi! Altro che secolo scorso, siamo impazziti? Come annientare la libidine sul nascere.
“Mojo, ma che diamine, insomma! Ma che mangi? Non so di che parli comunque, vaneggi. Meglio che ti spogli e ti lasci rinfrescare le idee. Gurda, sempro una Ghost Buster!” Lo dico brandendo la pompa e cantando il motivetto del cartone animato e addio Femme Fatale!
Si aggancia i pantaloni con fare disinvolto e li abbassa lentamente, un colpo col piede e con l’altro ed eccolo, che sia benedetto, in tutta la sua perfezione maschile.
Gli slip, davvero? Da quando? Cerco di non abbassare lo sguardo e finisco per ridicolizzare me stessa ulteriormente. Guardo fisso i suoi capelli e non batto ciglio, letteralmente.
“Tutto bene, Lalla? Sembra che tu stia avendo una specie di ictus, mi devo preoccupare? Sei più paralizzata di uno stoccafisso. ”
“Ti esprimi in un modo, sinceramente Mojo, sei patetico!”
Almeno, l’indignazione mi sblocca e riesco a concentrarmi sul suo viso.
“Dai, apro allora?”
Mojo si avvicina, e mi si piazza di fronte.
“Perché non servo prima te, in fondo sono un gentiluomo. Dai, via questo straccio.”

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