Ti aspetto #3


Mojo è così diverso in questo momento.
I suoi lineamenti sono tesi e il suo sguardo è ardente, non pensavo, davvero non ho pensato.
Sospiro, tremo e gli do una piccola spinta sulla spalla, contratta.
Io, invece, sono morbida, languida.
Getto i capelli dietro le spalle e abbasso la vestaglia, non lascio il suo sguardo per un istante.
La cintura tiene la vestaglia stretta alla vita, mentre io sono intrappolata dalle maniche e il mio seno è esposto , quasi nudo se non fosse per il body nero trasparente che ha strategicamente dei ricami in pizzo nei punti necessari.
“Lalla, ‘fanculo…” Mojo che impreca con tono adorante è così dolce che mi salgono le lacrime agli occhi.
Negli anni ho visto più io scorci di lui che lui di me. Siamo amici per la pelle ed è capitato che ci cambiassimo a casa dell’uno o dell’altra, ma io il reggiseno e gli slip li ho sempre lasciati su, mentre a lui è capitato di fare un cambio veloce, di spalle e io ho l’occhio veloce.
Sono un po’ in imbarazzo, come non mi capitava da anni, mi sento una ragazzina.
Sono sicura del mio corpo, non è perfetto, è così imperfetto che è unico e per questo ho imparato ad amarlo.
Lui mi guarda e capisco che non se l’aspettava, ho l’istinto di coprirmi.
Ora, capisce perché non sono mai troppo scollata, non è per pudore, ma per non mostrare troppo, non potrei evitarlo.
Alza lo sguardo e io vorrei fermare il tempo, perché nessuno mai mi ha guardata così, potrei morire in questo momento.
“Non basta a coprirti… Lalla, sei bella.”
Ridacchio, per stemperare il fuoco che ho dentro.
“Potresti suonare meno sorpreso. Che vuoi che ti dica, prima mi imbarazzavo, ma ho scoperto che piaccio anche così.”
“Lalla, io così non è ho mai visti, davvero. A volte sono piccolissimi, piatti, ma i tuoi sembrano, wow!”
“E quasi coperti! Lo so, sono grandi: sono così.”
Non ce la faccio, la tensione mi sta dilaniando, perciò libero le braccia e sciolgo il nodo della cintura, la vestaglia cade ai miei piedi.
“Allora, apri il rubinetto? Ti muovi?”
Sono la solita sgarbata, ma non ci riesco proprio a fare la gattina, con Mojo poi, mi sembra una truffa. Eppure, dentro faccio le fusa, ma ho un improvviso terrore che potrebbe rifiutare questa me e per la prima volta temo che potrei perderlo.
Per la prima volta sento che potrei averlo e il fantasma dell’abbandono mi angoscia.
Mojo cambia espressione, sembra fare uno sforzo fisico per sciogliersi e mi sorride, quasi sereno.
“Dai Lalla, preparati, arriva la doccia fredda!”
Non mi da il tempo di pensare che uno spruzzo gelido mi sommerge o almeno io mi sento annaspare.
“Che stronzo !”
Mojo ride e ride ed è il suono più bello di sempre, vorrei registrarlo per conservarne il calore.
Mi lancio su di lui e afferro la pompa, non senza difficoltà, slitto un paio di volte sulle piastrelle bagnate, so di essere goffa al momento, ma me ne frego, è sempre il mio amico e non devo impressionarlo.
“Dai a me, razza di sadico bastardo, ora ti faccio vedere io!”
Ricomincio a cantare il motivetto dei Ghost Busters e lo colpisco con movimento ondulatorio, perfettamente calata nella parte.
Ridiamo, sono felice semplicemente.
Poi mi guardo attorno … un disastro !
“Cosa ridi? Chiudi il rubinetto!”
Mojo salta e si lancia al salvataggio, con destrezza chiude l’acqua: un eroe senza paura.
“Oh, merda.”
Come sa sintetizzare bene la situazione. Ci guardiamo sconsolati intorno.
Un lago d’acqua che ci metterà tre anni e mezzo a passare nel foro grande come un piattino che dovrebbe convogliare l’acqua in eccesso.
Beh, chi se ne importa.
Lo guardo e so che ha capito che ho deciso di non fare nulla in proposito.
Scuote la criniera fradicia e poi decide usare il metodo canino per asciugarsi .
“Non addosso a me, razza di cretino! M-O-J-O!”
Lo spingo via e lo osservo bene, ha gli slip trasparenti ora, diamine… sento un calore soffocante salirmi dal collo al viso.
Se ne accorge e si immobilizza. Si guarda già e capisce, mi ha colto in fallo.
“Tutto ok? Niente che tu non conosca già.”
“Ma che dici? Non. Bah!”
Perfettamente padrona di me stessa.
“Oh, dai Lalla, ti credi più furba di quello che sei e molto meno attraente.”
Se crede di rimediare così.. cioè, mica penserà che mi basti così poco?
“Mi trovi attraente?”
Grande Lalla!

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