Ti aspetto #6


Mojo è in estasi.
Bellissimo, lui ha l’odore che mi tira dal ventre, il mio richiamo d’amore.
Lo gusto e lo adoro.
Sento i suoi sospiri come folate di vento su di me, portano sussurri e promesse.
Sotto i miei palmi le sue cosce sono tese, tremano e io stringo più forte, perché lui sa che lo tengo, lo tengo in me, ancorato saldamente.
“Lalla, Lalla vieni qui.”
Torno al mondo e i suoni riprendono, il tempo ricomincia a scorrere. Mi stacco dalla sua carne di seta con uno schiocco, un po’ troppo in fretta: è così erotico che mi imbarazzo.
Lui ride e mi solleva.
“Un po’ tardi per vergognarsi, che dici?” Mi bacia le palpebre e io borbotto parole incomprensibili anche per me, la solita brontolona.
Mi stringe forte, mi stritola e qui, tra le sue braccia, mi sento a casa.
“Mojo, mi tieni?”
Si allontana un po’ per osservarmi, so che deve interpretare, è abituato alla mia mancanza di chiarezza, intermezzata da una schiettezza sconcertante, cafona.
“Ti tengo? La garanzia come funziona?”
Sbuffo, ovviamente. “Niente garanzia! La garanzia è che mi tieni e perciò sono tua. Ti garantisco questo.”
Lui si illumina, potrei azzardare di intravedere un luccichio sospetto nei suoi occhi.
“Mia? Solo mia, sempre mia?”
Gli do un colpo sul braccio, seccata. “Non fare la femminuccia sentimentale adesso! Tua vuol dire tua, con tutto dentro. Vale anche il contrario, penserai mica di mettermi in un cassettone, mentre esci con qualche bambola di pezza?”
Ride, come sempre… faccio ridere?
“Bambola di pezza, Lalla? Qualcuna potrebbe offendersi, anch’io potrei offendermi! Comunque non ci stai nel cassettone, dovrò uscire con te!”
“Mi stai dando della cicciona?” Urlo come la migliore amazzone all’assalto. “Non sai che le curve sono la gioia del sesso?”
Questa non so da dove mi sia uscita, ma è andata ormai.
“Non ti sto dando della cicciona! Le tue curve sono perfette e non mi va che siano la gioia di nessuno, se non la mia!”
Gli sorrido, quant’è scemo, scemo da morire, e io potrei morire di lui…
Un languore ardente mi prende, mi sconquassa e il suo sguardo cambia.
Mi bacia affamato, non c’è tenerezza, i nostri denti si scontrano e le lingue fanno l’amore, siamo puro istinto.
Le sue mani mi tengono, inclinando la testa e mi sento sottomessa, al sicuro, presa.
Si allontana e lecca le mie labbra, apro gli occhi e trovo il suo sguardo, Mojo…
Mi toglie quel che resta del mio body super sexy.
Ogni movimento una carezza e una stretta.
Stringe con possesso ogni mia morbidezza, ogni rotolo di ciccia direi, ma non posso. Il suo sguardo non me lo permette, il suo tocco è troppo giusto.
Strizza le mie chiappe, le stringe forte, ci si aggrappa e ringhia, mentre si strofina a me.
Capisco che gli piace il mio tondissimo sedere, un culo mica male se mi è concesso!
Pensare che mi ci sono complessata per anni, povera cretina, per scoprire che a parole sono tutti per i sederini bon ton, anche perché li si veste facilmente, ma a letto, lì, la moda si ferma e vince la carne!
Adoro sentire le sue mani che mi afferrano forte, sì, mi eccita e mi fa sentire femmina.
Mi pizzica le cosce, quasi con dolore, per poi sfiorare la pelle con tocco di piuma.
Impazzirò!
Mi bacia, mi tocca, si strofina a me e sussurra… è troppo, i miei sensi sono in subbuglio, sento tutto, troppo e non capisco nulla.
“Lalla, non pensare. Lalla?”
Batto le palpebre, rabbrividisco. Devo respirare.
“Mojo, mi sento quasi male. Troppo, ma non basta!”
“Non ti devi agitare, lasciati fare, capito? Non basta no, che stupida. Non sono ancora dentro di te. Mi vuoi dentro, fino in fondo?”
Lo voglio dentro di me, per sempre.
“E lo chiedi Mojo?”
“Lo chiedo sì e mi devi rispondere bene.” Si allontana e aspetta.
Ho paura di cadere…
“Ho paura di cadere!” L’ho detto. davvero. Lalla è scema. Ridacchio, ma vorrei troppo piangere, ho paura.
“Mojo, ti voglio. Ti voglio dentro. Ma poi?”
“Poi, il poi viene dopo, ok?”
Non sono d’accordo, il poi verrà anche dopo, con tutto quello che segue e io non dovrei preoccuparmi adesso?
“Ok.”
Sono stupida, lo so, ma non l’ho mai negato mi pare!
Mi porge la mano, sorridendo.
Camminiamo in silenzio verso la mia camera che conosce bene.
Vorrei che poi non arrivasse mai.

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