Ode al solitario


Non v’è scusa. Non dev’esserci. Per chi in solitudine beneficia del proprio vivere. Non si debba giustificare in trite giustificazioni, chi ama la compagnia nei suoi spazi e soluzioni. Ché il solitario s’accosta più volente se non accusato di sociali violazioni. Perché s’isola costui che gode della compagnia gradevolmente? Perché non si muove, non si mostra nei pressi dell’altra gente? Alla giuria di cotanti estroversi detrattori, non si palesa l’evidente diritto di stare per natura bene soli. Asociale, orso, eremita e ancora molti i sostantivi per chi non si vive fuori. Chi non marca la vita a passo di marcia, è un incerto enigma, possibile minaccia. Così, l’umanità che tutto rubrica, s’ indigna dell’introverso che osserva e mai la sfida.

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