Il vuoto contorno del cuore


viaggiano sui sogni più alti,
sussurri inuditi,
gemiti inespressi,
fremiti persi
nell’attesa,
abbandonati.

incolmabili distanze,
ti guardo in silenzio,
non c’è ponte
sullo stretto
che scorre
e lento ci muore.

l’ansia mi assale,
è il mio segreto,
fra gli altri,
nello scompiglio
claustrofobico,
empirico cassetto.

rido e sospiro,
sono il caso clinico,
modello perfetto,
il vuoto che trae
abbraccio ferito,
tutto rigetto.

non mi conosco,
non ti voglio,
mi rinnego,
fai male,
così male,
diluvio infernale.

mi muovo su note,
scorro tra parole
di dolore,
bisogno,
lucido cuore
laccato su vetro.

Nonna


mi avvolge di te l’odore e torno in sale abbandonate,
bambina che corre tra le stanze,
nel tempo che non è più.

posso quasi toccare il legno scuro e tracciarne le rughe,
come le tue che a me parevano gemme,
a te parolacce.

la pace che trovo, il groppo in gola e l’abbandono,
non è più e il mio attaccamento?
come fumo tra la nebbia.

non c’è più nulla, spazzate via le stanze, i volti,
perso tutto di mano in mano,
neanche una fotografia.

ho sognato forse il sole sulla pelle? le foglie..
storie e libri di altri giorni e le emozioni
ancora posate, lì.

Ho il ricordo, solo le voci e gli odori,
come abiti e naftalina, da riporre,
per conservare.

 

Pentirsi di tutto e non cambiare niente


Quando la tua vita l’hai data, in tutti i sensi e non la puoi riprendere, perché non si toglie.
Non conta la mancanza di un grazie, di uno sguardo ammirato, non conta nulla.
Hai fatto le tue scelte e ne sei pentito, bene: ma non conta niente.
Si sceglie. Sempre.
Restare o andare? Cambiare o restare?
Restare, restare…
Vale più la vita di uno o il benessere del gruppo, clan, famiglia?
La storia parla da sé: sopravvive sempre solo il gruppo e il singolo vale in quanto eroe o tiranno solo quando sposta, smuove le masse e le ricompone. Vale solo in base al valore che la massa gli concede.
Martirio, vittimismo?
Il ruolo di chi depone il bisogno in sé per la sopravvivenza del nucleo, qual è ?
Una forma di egoismo, di conservazione del rispetto di sé, della propria morale, fastidiosissima, ma trave portante dell’affermazione delle parti deboli, i figli per esempio.
Consapevolezza, pazienza, tolleranza e un pozzo di infelicità nero e profondo.
Un biglietto per il paradiso?
Macché !
Nessun paradiso per chi mal sopporta, per chi non apprezza con devoto servilismo il proprio perire verso la china di un’esistenza delusa.
La gente è quel che è, si cambia e si rimane riconoscibili.
Il rischio e risultarsi intollerabili.
Mettere delle virgole e poi dei punti e virgola e infine quelle distanze diventano tre punti sospesi.
Vedere, guardare a fondo e capire che non ci sono più parole, perché puoi urlare, cantare, piangere, ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
La volontà dell’altro è un muro di gomma che ti sfianca e a un certo punto ti fermi, ti siedi e rimani lì di fronte.
La vita è così. La realtà, la verità è dura perché l’essere umano è prevaricante, arrogante e narciso. Non c’è mai un’equità di potere, in nessun caso. In un’armonica convivenza immagino coesistano flussi di potere, che rendano la bilancia stabile nel suo oscillare.
La gioia di un essere umano esiste in quanto si viene riconosciuti importanti, affettivamente e intellettualmente.
Ognuno di noi deve amarsi, è tacito, si convive con sé dall’inizio alla fine eppure non basta, non è nella natura dell’essere umano.
Siamo fatti per dare e ricevere certo, ma ci è fondamentale lasciare una traccia di sé, che sia prevaricando e calpestando l’altro, che sia porgendo e sostenendo.
Il mondo va avanti lo stesso, sempre. Con o senza di te. Il più gran conforto (sarebbe altrimenti una responsabilità immane) e la crudeltà più tagliente. Il mondo non ha bisogno di te, ma puoi fare la differenza, per qualcuno la farai. Anche se sarai infelice.

Immobile fuggire invano


Straordinario è per me l’ordinario,
Io stabile nel quotidiano.
Ogni parete che mi sorregge freme,
ad ogni passo allungo lo sguardo,
corro lontano, scappo,
col pensiero evado.

Non è straordinario?

Resto e conto il tempo slittare,
non è che uno sfiorare la mano,
guardo l’orizzonte come allora,
una meta all’infinito,
troppo doloroso sperare
un bagno di luce.

Abbasso lo sguardo e aspetto.

Che il mondo finisca con me,
che io svanisca tra i giorni cupi?
C’è tutto ancora, dentro stipato,
ho solo capito la nozione:
ogni donna ha il suo dolore,
ogni uomo un portone .

C’ero, da qualche parte, in qualche dove.

pulviscoli


E’ nel ventre che vive e si espande la tenerezza.
La furia nella testa, nel petto l’incertezza.
Sulla pelle scrivi e riscrivi la mia storia.
Ti piaccio silenziosa, fuori dal mondo, sospesa.
Un bacio posato sulla spalla mi consola, mi appassiona,
ogni certezza è una bandiera esposta?
Meglio il nulla della marea impietosa,
meglio sola che in balia della corrente.
Eppur non so isolarmi, non so guardarmi
in assenza di te.
La vita altrui racconta: c’era una volta…
e parla di me.

Clear water


L’immagine è sbiadita nella mente. Un caffè per dimenticare, per sopportare.
Potessi cancellare qualche riga, riscrivere un capitolo della mia vita!
Un errore e la strada è presa, la paura ricopre di nebbia ogni sentiero e ti ritrovi nel mezzo e tutto il resto è già mangiato, macinato tempo fa.
Dov’ero nel frattempo?
No place to hide.
Ho le tue impronte sulla testa, ancora calde.
Mi scende la pazienza, si squaglia in terra.
Non credo a nessuno, tu che alzi la testa, vuoi scommettere che non mi interessa della tua minestra, la solita solfa da riscaldare?
Lasciami stare: Me, Myself and I abbaimo altro a cui pensare.
Hold on to me, ‘cause I’m feeling unsteady, puoi capire?
Non temo nessuno. te lo puoi ficcare in testa.
Si può arrivare al punto in cui non devi immaginare gli altri nudi, come dicevano nel telefilm?
Non sono nudi, sono solo umani, mi pare di avere capito finalmente, come una folgore in fronte, nulla da invidiare a Harry Potter, mi segui?
Siamo nella giungla, follow me!, carne e ossa, nervi e tendini schioccanti, il sangue pulsa nelle vene, che tu sia Hollywood o small village, tutti devono pulirsi il sedere, porta pazienza.
Sono le idee, grandi, il talento che mi spaventa, mi apre e mi piega le ginocchia, quello ha valore, mi fa chinare la testa e rabbrividire.
L’energia, la chimica, lo sguardo di chi viaggia tenendo il volante.
Scendi che guido io adesso!
Sei sei il nulla non mi importa cosa appendi al muro o che veste metti, non mi importa davvero.
La gente offesa è sola, con se stessa e parla con gente sola che pensa a se stessa.
Alza il volume che possa ricordare chi sono e cosa penso, lascia che mi perda ballando da sola, così so chi sono mentre canto a squarciagola.
Tu stai lontano, pensa alle tue cose, mentre cammini nella tua nebbia, io rivedo i colori.
Sono accecanti, perché io non ho visto più.
Non mi importa di essere perfetta, non mi importa che tu lo sia, voglio solo che il tuo odore sia felice.
Morire è l’unica certezza, lo so e non credo mi spaventi. Tutto finirà, siamo fragili. Non dovremmo spaventarci proprio di questo, ti pare?
Perciò, non so quando, ma lo so con certezza e vorrei lasciare qualcosa di me a questo mondo così carico e ingombrante.
Un colore sincero.

1979


Luci e sole, rotola la palla giù per la collina.
Foto gialle e occhi ardenti, tra risa, gengive e zampe di elefante.
Pic nic e tute corte, foulard in testa.
L’orrore della scuola, l’omologazione, scrivere, leggere e sognare.
Sigle da cantare e ricantare, sbagliando le parole.
L’amica per sempre. Mamma, papà chissà…
Incomprensione, lingua sul palato, il cuore che batte forte.
Incubi tremendi, indifferenza, paura di essere, di esistere.
Giochi, desideri, il principe di qualche colore che aspetta.
Plastica colorata, fluorescente. Capelli gonfi e jeans, jeans, ancora jeans.
Grundge, pelle, introspezione e ribellione.
Io sono, qualcosa, per me stessa.
Paura, amicizia, bellezza e abbandono.
Nirvana, Pearl Jam, Stone, no rolling, Temple Pilots…
Voci che penetrano, ambizioni, bisogni e tanto nero.
Corde che si spezzano, vita all’orizzonte e poi indietro.
E ancora, ancora…
Ancora qui, oggi .
La malizia si compiace di capire ciò che mai comprende.
Beata stoltezza!
Still a rebel inside.