Trasloco


Ho preso una decisione, che ho pagato.. sperando che tanto lavoro a cui tengo sia salvato e possa continuare al meglio.

Amici miei, solo per dirvi.

Trasferisco tutto qui, un cambio di appartamento, sullo stesso pianerottolo!

Da blogger a blogger


Ok, è una vergogna chiederlo perché si scopre la mia parte narcisistica… pazienza!

Io non sono una follower di Felicedi…. e lo so che è una follia! E’ un blog pazzesco, sì, lo so, fa niente, magari un giorno..

Lei mi sta sui marroni..

Comunque dopo questa premessa demenziale, volevo sapere se voi vi ritrovate nelle categorie in cui inserite i vostri post.

Exemple. Scrivi un post dal titolo “Amor che amato ti ho, mo’ basta però ” e lo metti in categoria poesia e magari pensieri, ok?

Se poi vai a cercare i blog da leggere, oltre a quelli in BLOG CHE SEGUO, li trovi appunto nelle categorie: diario, pensieri, poesia, racconti, attualità….

Se vai nelle categoria poesia e pensieri troverai il tuo post “Amor che amato ti ho, mo’ basta però”, e ti fai un’idea di cosa stai appioppando ai lettori.

Io controllavo il risultato, dopo aver pubblicato il post. Ora, non posso, non appare più. Volevo solo sapere se è una cosa tipo La7 e MTV che mi scompaiono dal digitale continuamente, ogni volta che risintonizzano per lanciare un’altra regione, o se sono io a essere oscurata, tipo “lei no, lei non la mostriamo più! Rompipalle d’una donna felice di esserlo!”.

Mi sono esplicata bene, invero.

Se qualche anima pia volesse accendere il suo faro per illuminare il mio cammino (sull’acqua, sono speciale sì), sarei tanto grata… da ringraziare con un grazie.

In un certo senso… mi dileguo.


In un certo senso.

In un certo senso è tutto così: relativo. Possiamo esprimerci ovunque, meglio in rete che in casa, ma questa bulimia di opinioni e cibo, di poker e alcolici, uscite notturne in cerca di sesso e chat che scottano… in un certo senso mi sa che il silenzio fa paura.

Io lo temo, da un po’. Quando lo affronto e guardo i miei demoni nelle iridi infuocate, mi sento più forte. Come il telefono che è il mio girone dantesco, se potesse avere le corna, mi parrebbe più coerente. Il max è farci due foto, scaricare applicazioni cretine per addobbarlo bene, ma usarlo per il suo principale scopo.. giammai!

Ho le mie ragioni però. Non è possibile che le telefonate siano sempre deludenti, talmente deludenti che sto male un giorno intero. Notizie orrende, sfoghi, scene mute.. il mio disagio cresce e vorrei chiudere così, senza spiegazione per favore.

In un certo senso leggere è uno svago eccezionale, funziona alla grande, un trip del cervello senza tossine. Scrivere è liberatorio, ma farlo con lo scopo di farsi leggere richiede un po’ di impegno, di dedizione, niente vomiti dell’anima, ma espressione della fantasia nascosta da qualche parte nel cervello.

In un certo senso è tutto deprimente, senza drammi, senza cose giganti, forse è questo senso che manca e non c’è modo di cambiare le regole del gioco. Si fa così, si parla così, si gestisce così, si è donna così, e i ruoli così.. in un certo senso.

Forse è uno di quei periodi che non mi va, non mi va niente,davvero. Possibilmente niente drammi di alcun genere, niente rotture, niente sfoghi prolissi, niente obblighi insulsi. Vorrei riprendermi da tutto quel che è stato, mi tesso il mio bel bozzolo soffice, un  libro e un block-notes con penne, magari un Sudoku di 1000 pagine appresso.

La fase farfalla non mi interessa al momento, troppo lontana. Mi basta il bozzolo, in un certo senso.

 

Disse la vacca al mulo…


soleva il vino annacquarsi
per la tema di sprecarsi
l’acqua cheta non si vede,
ma coi ponti si concede.
vino all’oste non si paga
se di fino l’occhio guasta;
vige il detto imperituro
che la vacca disse al mulo:
“lei laggiù dal capo duro,
sa, le puzza troppo il culo.”
ed il mulo alla vacca disse:
“Di cacca ho coperto piste”.

Gigliola e Brigida


Gigliola si perse nella lettura.

Il suo viso imbronciato seguiva la trama del libro, poi il labbro tremava e Gigliola come sempre lanciò il volume a terra gridando.

“Non è giusto! Non mi va, uffa! Sempre così, sempre!”

La sorella la guardava tra il divertito e l’esasperato: “Gigliola, la devi smettere con queste sceneggiate, se non reggi quel tipo di romanzo, cambia genere.”

L’altra, sepolta dai riccioli rossi, sbuffò: “Ma tu non capisci, ne ho bisogno, è una dipendenza. E poi è colpa tua!”

“Colpa mia se leggi i romanzi rosa? Io non me ne faccio niente guarda!”

Gigliola digrignò i denti e si alzò per posizionarsi di fronte alla sorella.

“Non fare la superiore con me, Brigida! Sei tu che avevi quel libro in camera tua, con quella copertina irresistibile e quando ti ho chiesto cosa fosse, mi hai detto di leggerlo per scoprirlo!”

La bionda e algida sorella maggiore storse il naso.

“Gigliola, cara, ragiona. La mia compagna di classe ha lasciato qui quel romanzo, convinta che l’avrei apprezzato, perché crede che io nasconda chissà quale passione sopita.. In realtà l’ho letto, non sono una codarda, e mi ha lasciato del tutto indifferente. Banalità condite di baci e effusioni al limite del lecito. La mia opinione.”

Gigliola spalancò gli occhi inorridita:” Tu sei di ghiaccio! Come fai, mi chiedo? C’è così tanta passione, e le lotte per stare assieme, gli ostacoli da superare.. è lì che perdo la testa, non lo sopporto che ci sia sempre qualcuno che li separa! Reggo perché so che finirà bene. Una certezza confortante.”

Brigida sorrise un po’ sprezzante:”Che gusto ci trovi sorellina nel leggere qualcosa che sai già che segue uno schema ben preciso, dov’è la sorpresa, se non nel cambio dei nomi e dell’ambientazione? Io lo trovo noioso.”

La rossa sorella minore si andò a sedere accanto alla bionda bellezza.

“Brigida-frigida ti chiamano e non ti arrabbiare! Lo sai. Sarà banale, ma io mi carico e mi sento meglio quando ritrovo il finale felice. Ho bisogno dell’happy-end, almeno quando viaggio con la fantasia.”

Brigida le mostrò la lingua:” Io non sono una fredda senza cuore, per questo cerco letture sempre nuove, voglio la sorpresa e non mi delude che non segua la mia aspettativa, anzi, mi stimola!”

Gigliola le sorrise teneramente:”Lo sapevo Brigida, tu sei come me. Tu cerchi qualcosa che ti faccia battere il cuore. Devi leggere la Woodiwiss “Il lupo e la colomba”! Promettimelo, fidati, è rosa, come lo chiami tu, d’autore.”

Brigida fece una smorfia e sospirò:”Va bene, non mi va, ma darò un’altra chance al genere, in fondo è l’autore che fa il romanzo. Però tu leggerai “L’ inchiesta di messer Dieu chirurgo e visionario nel Regno di Francia” e darai una chance all’autore al di là del genere, ti prometto anch’io che apprezzerai!”

Gigliola si avvicinò alla sorella e le si sedette in grembo, stampandole un bacio in fronte:” Affare fatto!”

E fu così che le due pulzelle lessero e lessero sempre.

Snobismo sessuale


Capita anche a voi?

Ne sono certa! Non lo ammetterei mai davanti all’oggetto del mio storcere il naso, ma con le persone con cui siete più in confidenza vi sarà scappato di dire fare un sogghigno.

Lo so che è una cosa maligna, et alors?

Insomma: c’è gente che trovo impossibile credere che lo faccia! Che solo al pensiero..

Non siamo banali però, suvvia e non c’entra la beltà, la sua mancanza, l’età o cose così.. è proprio che sembrano putti!

Gente così impostata, così dimessa che solo pensare che possa pensarci parrebbe un sacrilegio!

Il sesso mica è una cosa sporca, ma come dire.. bisogna imbrattarsi, come in cucina, c’è da sporcarsi le mani e so che ogni parola su questo argomento si presta al sorrisino, ma sono proprio schietta e non c’è doppio senso alcuno.

L’impiegato comunale, un po’ così, inamidato e banaluccio, ecco non ce lo vedo proprio, oppure che so’ il dottore di famiglia, la negoziante che pare una matrona..

Eppure lì  sta il tesoro, perché italiani cari, lì sta la perversione, i desideri segreti e ciò mi confonde,mi fa sorridere e mi fa pensare che tutto ciò che stride si presta all’emozione.

Mi piace pensare di non essere banale, ma non ne sono così sicura.

Comunque, questo è il gioco di sempre, di quando bambini si sta ad aspettare obbligati in una sala d’attesa e ogni volto è una storia e ogni scambio di parola una relazione.

Da grandi si fa il salto (di qualità? ma va’!) e si pensa “Ma no, figurati quei due lì a far le cose? Naaa!” ed è il solito bisogno di gossip, la perversione d’immaginare e far da soli scenari e balocchi.

Con i famosi poi, si sa.. non avete mai pensato a Costanzo e De Filippi? Gregoraci e Briatore? Ma è banale.. il vecchio con la giovane.

Il gioco si fa interessante su personaggi ignari, su quelli che ripeto, non per età o bellezza, ma paiono asessuati.

Quante mamme ho visto sbalordita, da quando sono in età di capire certe cose, con ‘sti capelli maschi, maglia e pantaloni che a lei o al marito sembran uguali! E mi chiedevo come, come fosse possibile che avessero figli. No, non potevano fare le cose!

Detto tra noi, ho amici così, anzi , io sono più tollerante, è lui che si tappa occhi e orecchi quando gli nomino le coppie di amici ridendo e gli ricordo che lo fanno, lo fanno di certo!

E un “no, no, non voglio neanche pensarci!”

Eppure, qualche volta… sono proprio stronza!

Della rabbia verso la generazione dei vecchi, verso il governo, l’abbattimento di ogni spazio per noi, trentenni di troppo!


Questo tempo, mi schiaccia, mi fa sentire di troppo: io per me stessa.

Mi manca, non so bene cosa, mi manca.

Il massimo, l’allegria, il divertirsi di niente, la spensieratezza.

Quando è venuta a mancare?

Chi lo sa..

Tra un fendente e una pedata nel culo forse.

Tra uno stringere i denti e far finta di niente.

Quel fondo di bottiglia sulla spiaggia non è più un gioiello, è un fondo di bottiglia, di qualche stronzo che si è ubriacato così tanto da lanciarla lì, tra i cocci e fa’n’culo al mondo e a chi cammina scalzo!

Non mi va niente, troppo lo stesso, mi piace solo la novità, forse sono sempre stata così impaziente, dentro.

Andiamo là, al solito posto, tra la solita gente, a non fare nulla, tra le stesse facce, in mezzo a poco più di nulla e non mi va e poi mi la mento se non esco.

Non mi giustifico neanche, insomma, sono bleah! che ne so, smonata, va’!

E preferisco la noia al male, non sono così cretina da non capirlo e ‘sta vita che ce la gestiamo per fare i muli e indietro non si torna.

Mi pare che ogni cosa fatta sia per darla indietro, a quegli squali che per offrirmi ciò che non chiedo e che non offrono davvero, tipo servizi pubblici, mi tolgono la voglia di illudermi di avere mai qualcosa in più e per il concetto che mi ha cresciuto, di valere mai qualcosa in più.

In questo giorno caldo, appiccicoso, che non rimargina le ferite più, io sono ignorante, indolente, pesante, immobile, schifata, spremuta, inutile, scontenta.

E’ così e poi, che c’entra.. si fa finta di niente e ci facciamo  piacere tutto, anche noi stessi, si può, si deve.

E non mi va di pensare alle  tragedie, non è questo il modo di dare valore alla propria vita!

Non è dicendo “per fortuna non è successo questo o quello”, non vale più di una fistola nel culo.

Il discorso è banale, ma l’unico modo è gioire di ciò che si ha, di volere bene, e aver voglia di fare, finché la fortuna ci assiste.

Oggi però no, e va così, oggi mi sento anche brutta, tanto mi sto sulle palle, che mi strapperei la pelle!

Non importa, non fa niente, non cambio le sorti del mondo col mio umore.

Non cambio niente, di niente.

E’ stata tanta di quella merda a palate che ho pregato di annoiarmi e non avere più sorprese, per cui va bene.

Ogni tanto, ma che cazzo.. dove sta scritto che dobbiamo passare sotto le forche caudine?

Dov’è scritto che dobbiamo vivere con la spada di Damocle sulla testa?

Ma che cavolo, mi posso ribellare?

E siamo sempre alla prova, e beato chi soffre tanto che è più caro a Dio.. io mi ribello, ci ho provato, ci ho provato a fondo, ma qualche serpente mi si attorcigliava sempre in ventre..le mie budella!

La vita è una, io voglio viverla bene! Tutti felici, basta incazzature, e le ingiustizie che spargono cinismo come gramigna, io le seppellirei con gli invidiosi, i boriosi, i supponenti e menagramo!

Allora, io a subire sfighe dalla vita non mi sento beata e hai voglia a dirmi sempre che c’è di peggio, ma lo so, e non lo voglio, sono stufa che ci sia tutto questo dolore e non ce l’ho con Dio, mi incazzo e basta!

Gente splendida che combatte senza armi, giganti mostruosi e scusate, ora sarò lapidata, ma mi sento un verme quando trovo innaturale tanta vecchiaia ovunque!

Siamo un mondo alla fine, ecco e non perché io abbia le conoscenze di sapere alcunché, ma quando ovunque io vada, soprattutto se sto male e sono tutti di fretta, devo sgomitare con la vecchiaia, e mica è colpa loro, poracci, ma penso che loro erano la gioventù forte degli anni ’50, quelli che hanno goduto tutto il nuovo e ancora ce li ho sempre davanti, con lo sguardo torvo, le unghie sfoderate.

Sono loro, una generazione egoista, e lapidatemi, ma è la verità, che non lascia nulla, che ha tutti i  vizi e poca generosità.

So, so ci sono le eccezioni, il mio è uno sfogo, ci sono nonni meravigliosi e lo so che tanti sono abbandonati, ma sono sconvolta dalle famiglie abbandonate, senza lavoro, che fanno prima a togliergli i figli che non a dar loro un aiuto.

Ma cosa costa di più? Mi chiedo se non sia prioritario mantenere tutte queste figure specifiche pubbliche e i progetti ad hoc, che non tenere le famiglie unite.

Non badatemi, ho le palle girate, perché non abbiamo niente davanti e vorrei fregarmene, ma non si può fare nulla, non puoi andare a vivere in un bosco con la tenda, devi risponderne, chiedere il permesso, pagare per farlo.. non importa se tutto ciò che paghiamo non andrà mai nelle nostre pensioni, non importa se i nostri figli avranno meno di zero da noi, perché noi stiamo sotto ghiaccio.

Parlano solo di boiate, mi spiace , ma solo cazzate uscite dalla bocca di gente che non molla l’osso, mai, che sta in ballo da sempre. Sempre la stessa generazione, che ha seppellito i genitori poveri, seppellirà i figli e litigherà coi nipoti per l’osso più succulento.

Non badatemi, straparlo, ma io a farmi medicare non ci vado più, che mi sono rotta le palle una volta di troppo, per fortuna non è niente che ci metterà una vita..

Dovremmo lasciarli tutti in mutande, smettere di produrre in massa e vediamo che succede.

Dovremmo essere più in forze a decidere del nostro futuro, non chi ci svuota le tasche e non ci lascerà niente!

Non ce l’ho con questo governo, non fatemi così tanto ignorante, che volete fare se sono decine di anni che si inventano soldi che non ci sono e se ne intascano di veri, ma veri veri?

Che volete farci se il nostro vero governo è stato il potere criminale, che ha deciso di tutto il sociale e il pubblico e si ricrea il buco nero al CERN, sì, intanto la gente crepa ancora, perché non ce la fa più, per solitudine, per fame, per desolazione, e per aver perso tutto, sopra ogni cosa la speranza.

E lasciamoci allora cullare nell’utopia dei pensieri, dei sogni, intanto che la vita prosegue tra richieste di pagamenti, ogni mese. L’acqua la paghiamo, anche l’acqua, ma ci pensate mai? Non ci lasciano nessun bene di prima necessità senza pagare, manco l’acqua, sapete che è cosa recente, vero?

Non importa, l’acqua si può bere, e insistono sempre.. allora, prendete un contenitore di vetro limpido, perfettamente pulito, riempitelo d’acqua e lasciate lì, almeno un giorno.

Niente frigo, così, fuori. Poi, bevete, se ritenete il caso.

Tanto vale bersi cloro direttamente e la terra, magari la rimetto in qualche vaso.

Ok, ho finito, ne ho mille, ma ho finito, se no mi odierete pensando che ce l’ho coi vecchi, eppure sapete l’amore viscerale per mia nonna, che era unica però.

Buona serata e non badate a ciò che ho scritto, frutto di una mente bacata.

Vi rivelo il segreto che il mondo ignora


 

Lo so, lo so, non dovevo omettere ciò che conosco, dovevo condividere.

Sono mesi che mi metto a nudo in questo blog e poi che faccio?

Mi tengo i segreti!

Allora, io non so come la potreste prendere, perché non voglio creare il panico..

Ecco ciò che so, poi, ognuno tragga le sue conclusioni:

  1. siamo entrati ufficialmente in una nuova stagione, l’estate, lo so che ne eravate ignari, lo so
  2. fa caldo, terribilmente caldo, mi spiace non averne parlato, mi scuso, voi ancora girate coi maglioni!
  3. farà caldo per altri tre mesi! E chi se l’aspettava d’estate in Italia, ma porca zozza! Lo so è uno scandalo!
  4. I tg e i quotidiani ne parlano continuamente, servizi innovativi che vi apriranno gli occhi sulla colonnina di Mercurio!! Il dio Mercurio, molto geloso della sua colonnina che s’innalza sempre, un pervertito insomma!
  5. Potreste patire l’afa, avere sete, o my gosh! potreste sentirvi fiacchi!!! Voi che sgobbate sempre, come farete!!
  6. Mi parlano di condizionatori, finestre che si possono aprire, addirittura di vestiti leggeri e docce fresche.. naaa! Io non ci casco, sono dei millantatori, vogliono ingannarci, troppo facile!

Ora sapete, ora avete la conoscenza, fatene ciò che mi aspetto da voi: tramandate in scantinati bui, avvolti dalle tenebre notturne il Sapere.

Voi siete gli adepti e mi attendo grande considerazione per ciò che vi ho trasmesso, ora siete illuminati.

Portate le torce, ci vediamo all’ora X nel posto X per nuove direttive, mi raccomando: sappiate portare il fardello di tanto sapere, il resto del mondo è impreparato.

La vostra Maestra della dottrina del Fancuculo.

 

di getto


rubiconda la mia stella

si consuma nella valle

prende fuoco mane e sera

e m’avvolge come scialle

mi sovrasta in un accordo

di stonate litanie

mi contorco e mi rivolto

sono andate le malìe.