Ti lascio, qualcosa di me che hai buttato.


Questo è ciò che ti lascio:
un passato e un’attesa.

Quel che non hai preso,
non saprai avere mai,
non sono che un soffio.

Le tue labbra chiamano
tu non sai cercare
il mio nome fuggito.

Dolce la seta di carne
turgido d’amore
il desiderio che piange.

Lacrimose perle salate
che al cuore sopito
saranno negate.

Millenni a cercare,
tra stelle lontane,
un segno  d’affetto.

Parole, pensieri sepolti,
un mondo di vite sparse
e un cuore solo.

La stretta nel petto,
nessuna emozione,
la vita che arde.

Non sono e voglio
più nulla da te,
restami ricordo.

Le fate sono morte
le ali strappate,
il deserto s’appare.

Cavalieri sui muli,
destrieri frignanti,
si aggiorna la corte.

La pelle viva odora,
calda ammanta
un istante d’amore.

Tutto è perduto
colonna di fumo,
all’orizzonte.

Piangi per me,
carezze negate
senti: le campane.

Sospiri ardenti,
singulti sperati,
la eco dispersa.

Amore è tutto,
intorno e sepolto,
trasuda e soccombe.

Piangi per me,
non credo più
non c’è più me.

ADDio


Così te ne vai. In un frullo d’ali tutto ciò che sono stata scompare.
Ti libri verso orizzonti lontani tra fuliggine e venti salati.
E io resto. Guscio spolpato.
Te ne vai compagna di vita, riflesso allo specchio che sbiadisce, mentre strofino sulla superficie, fino a sanguinare, le mani.
Mi inoltro nella folla, di volti uguali, e non sono più la stessa.
In ogni sguardo incrocio la mia confusione, esposta.
È finita. Tutto il film che si riavvolge e s’incendia nell’odore acre della consapevolezza.
Io resto qui e Io scompare. Io resto qui, con lui.
E perdo me stessa.

20130113-101411.jpg