Filastrocca sciocca


Piripin pampon Marcello cosa fai col mio cappello?

Ho cercato un leprottino da tener nel mio taschino!

Il taschino l’hai scucito forse è meglio un sopraddito.

Mica cucio le lenzuola! Mi premea sapere l’ora!

L’ora è tarda dall’altrieri me l’han detto i corazzieri!

Sarà meglio ritornare per trovar lo desinare,

non mi piace che si freddi già la pancia fa gorgheggi!

Pirpin pampon Marcello torna lesto al tuo castello!

P.S. So che Paolo Poli non leggerà mai i miei righi, ma l’ho scritta godendo le parole dettate da lui nella mia testa. Ho sorriso come una bambina sciocca.

Una donna, un guerriero.


 

La paura, la tristezza che bussa, non deve esserci, ma c’è.

Allora, il mondo diventa distante, la gente è altro da me, pericolosa,ogni parola una potenziale bomba inesplosa. Allora divento piccola in un corpo troppo grande, mentre vorrei rimpicciolisse a misura di colibrì, come il suo battito il mio palpito.

Vorrei un abbraccio stretto, ma so che poi ti allontano, sono dura, ferita sempre, ma nasconderlo è un mestiere. O sei con me sempre, dentro di me, amandomi sopra ogni cosa o io ho bisogno delle mie barriere, del mio appoggio e delle inferriate per non cadere e lasciare un po’ di spazio fra noi. Ti devo guardare da lontano e riflettere, per decidere come prenderti, per difendermi. Non è difficile, è quasi banale, io posso cadere giù, così in basso da stare male e non posso permetterlo, se nessuno corre a scacciare i draghi, chi mi difende? Io, lo faccio da me e così dev’essere, sono d’accordo, ma questo senso d’abbandono, questo sentirmi poco è un mio problema e se alzo i muri col mondo a volte, bene, continuerò a farlo, senza ammetterlo, senza spiegazioni, col sorriso sul viso e sgretolando dentro.

Un abbraccio vero, nient’altro. Nessun altro approccio, non è il momento. Poi passa, passa sempre. Quel buio torna nel suo angolino e via. Ci sono momenti in cui piccoli dettagli coincidono casualmente e caoticamente rimandandoti il peggio di ciò che hai vissuto, come un viaggio a velocità folle tra i tuoi incubi reali, come quella giostra da bambina in quel vagoncino trainato tra mostri e musiche inquietanti e poi i fantocci che al tuo passaggio si avvicinavano: io ne ero terrorizzata e facevo incubi orrendi, ma mi obbligavano, perciò..

Ci sono tante cose belle nella mia vita, mi detesto per non apprezzarle in questo giorno, in realtà sono sempre grata, ma va così, ero troppo esposta agli eventi, oggi metto la corazza.

Bimba esci da questa donna! Subito!


Sono una persona ignobile, ho giudicato.

Mi spiace, perché detesto farlo, lo so che tra me e me è inevitabile farlo, ma ho giudicato pesantemente. Mi sono sentita superiore per un istante e non lo merito davvero. Ho giudicato l’operato di un’altra persona ridicolo e ho fatto un sorrisetto sprezzante!

Ho cercato blog da leggere, qui mi trovo bene e ho notato una certa differenza dalla piattaforma che conoscevo precedentemente. Ho deciso quindi di curiosare tra i blog(spot) così, allo sbando.

Tra un salto e l’altro, devo confermare la mia opinione che quella è una piattaforma per blogger che desiderano fare del proprio blog un posto personale, addobbandolo e inserendo infinite e simpatiche applicazioni (non resisto, sto ricominciando col sorrisino odioso..).

E’ più forte di me, per cui metto le mani avanti, ok? Sono io la stronza! Sono io la presuntuosa e incapace, senza gusto estetico, piena di boria da colpire il soffitto con la capoccia!

Ora posso, vero?

Non si può, donne adulte! Non si può pensare seriamente di addobbare un blog come un albero di Natale! Non è possibile, salvo scoprire poi che la ragazza che va giù’ pesante tra frizzi e lazzi è una signora in età con importanti complessi adolescenziali. Mi viene da ridere, mi spiace, mi sento così perfida, ma è ciò che penso!

Come si può essere così infantili, volutamente ingenui, ingarbugliati in campanellini, sonaglietti, brillantini e stelle cadenti?

Allora, una, di tutte queste oscenità, scegline una, lo capisco, un po’ fata, ci sta, con un po’ di gusto (adoro le fate, vero Mistral?), ma così.. è un asilo per folletti ubriachi!

Linciatemi pure, ditemene a volontà! Non capisco perché in wordpress non mi sia capitato di vedere queste cose: ognuno ha i suoi gusti e argomenti, ci sono più affinità con taluni piuttosto che altri, ma mai nulla di così circense.

Dite la verità, sono io la difficile, voi vorreste arredare il vostro blog con stelline, campanelli, brillantini come gazze ladre, ma non riuscite, vero? Mascherine!

Meglio così, davvero, va bene così.Già io non scherzo con le immagini, che adoro scartabellare per ore, fino alla cernita finale; impazzisco per la musica, ma non la voglio imporre e potrei facilmente cascare nel pacchiano volendo personalizzare, me ne frego in fondo. Perché giudicare? Per il semplice fatto che non sono riuscita a evitarlo! Troppo!

Bimbe, siamo donne, vi prego! Ok, c’è la bambina che parla in noi, nell’angolino e dobbiamo farla uscire ogni tanto… non è una possessione! Chiaro? Si può combattere, si deve resistere. Pensate alle cose acquisite con la maturazione, le sicurezza, la bellezza del corpo femminile, gli impulsi, i sogni, il senso critico, la presa di coscienza. Niente bimbe, via, sciò!

Visto? E’ stato facile. Ora la mia blogger accecata dai lustrini, metti un bel tacco, da farti male, spettina un po’ il capello, con malizia, vestiti da donna e trucca l’occhio con mano ferma, devi farne la cornice, perché il tuo sguardo mostra l’universo.

Ora gioca alla donna e divertiti!

Sono arrivate, sono arrivate!


Sono arrivate! Sono arrivate!                 

Leggiadre e garrule sono arrivate!

Non più il tubare a tutte l’ore

ma strida di giubilo dal fondo del core!

Sorrido e mi svelo bambina ancora

‘ché primavera è giunta per me solo ora