I bambini, quelli veri


Sognate un figlio, iniziate a sentire quel languore nel petto al pensiero di passetti che si aggiungono ai vostri misurati. C’è una bestia che vi terrorizza ogni qualvolta pensate di provarci: il terrore che la pubblicità impietosa vi ha inoculato con potenti dosi quotidiane! Bambini dall’aspetto angelico, vestiti come bambole, con quel sorrisino clownesco che vi puntano il dito contro, obbligandovi nella vostra inadeguatezza, all’acquisto sistematico di probiotici, auto stellari e  che hanno un vocabolario più esteso della prof di latino al liceo…

Non temete, state tranquilli, i bambini veri:

  • dicono ancora “posso scendere giù a giocare?
  • gridano “mi scappa la cacca!”, quando non c’è un water da qui all’orizzonte
  • si picchiano col fratello selvaggiamente, salvo coalizzarsi alla minaccia di terribili punizioni e sei tu il mostro, sempre
  • ti guardano adoranti per una torta, un film, le coccole, una passeggiata sotto casa
  • ti fanno sentire la persona più importante del mondo
  • ti fanno sentire la persona più spregevole del mondo
  • sonno tutti diversi, sempre e tu devi capirli, sempre
  • ti dicono “sei la mamma più bella del mondo”
  • ti dicono “sei il papà, papi, babbo migliore del mondo”
  • hanno tanti piccoli segreti
  • dicono le bugie
  • dicono la verità che tu non vuoi sapere
  • si scaccolano sempre, sul divano, sui muri, ovunque
  • non tirano lo sciacquone
  • hanno quell’odore che li riconosceresti tra mille
  • sono la migliore cosa che hai fatto
  • hanno la curiosità che tu hai scordato, e non gliela togliere
  • sono gelosi di te
  • ti fanno ingelosire
  • ti fanno tante domande fino a farti esplodere la testa
  • hanno a volte paura dei congiuntivi, non siate parchi coi congiuntivi: fateli conoscere
  • hanno le manine e i piedini più belli del mondo
  • i difetti li hanno presi tutti da lui/lei
  • i pregi da voi
  • sono frutto dell’amore, l’odio che potete provare per l’altro/altra lo rigettate su di loro
  • possono ancora essere, fare, desiderare tutto!!!

Gli ultimi rintocchi di campana


Un due tre suona la campana,

a chi tocca? Tocca a te!

Io mi volto e tu scompari,

faccio la conta

poi riappari.

Un due tre la campana suona,

dove sei? sono sola..

Io ti cerco, non ti trovo,

la veste di stracci,

il cappotto logoro.

S’alza il vento sospirando,

le chiome di corvo alate,

le labbra di rosso scarlatto.

Tornano a cantare

le voci chiare,

le cantilene erranti

in cerchi danzanti.

I miei piccoli piedi scalzi,

le braccia sottili,

dalla pelle diafana.

Suona la campana,

gli ultimi rintocchi,

torno alla dimora

degli eterni balocchi.

 

Quando una foglia cade


 

Se staccandosi dall’albero una foglia cade, non è sua la colpa.

Non è colpa forse del vento, che soffia e soffia instancabile, ingannevole portando seco un bisbiglio melodioso?

Non è colpa forse del ramo che si scuote per ogni colpo dal basso inferto?

Non è colpa forse del tempo che volge con le sue stagioni danzando in eterno scambio?

E la foglia dal legno scocca, vacillando sull’aerea scia, dondolando nella brezza tremula,  alle famigliari spoglie unita.

Un tappeto d’oro sui viali a un tratto, che a posare il passo nasce una magia ed i bimbi in festa cantano, saltellando in allegria.