In karmico divenire


 

Mi ripudia l’ardito ordire trame

di tristi presenze intransigenti,

caverei loro gli occhi dall’orbite

non fossero già ciechi nel midollo.

Rigurgito l’acido rimuginare

le stesse paranoie immanenti

il mio cervello incoerente

dai pensieri roboanti.

Traslando il reale vivere

in fantastico divenire karmico,

mi cullo nel cosmico fluire

dell’amore primordiale.

Si sta come una bambola rotta nella cesta dei giochi smessi


Vorrei amarti meglio, giuro davvero.

Quante volte so che aspetti un abbraccio e non so darlo, non so cosa sia successo, io che dico a te insensibile e poi sto lì a difendermi sempre.

Eppure, cazzo, io mi ferisco, ti giuro che mi si squarcia la pelle e faccio certi sogni, certi sogni a volte che non so spiegarmi cos’ho nella testa. Possibile che Hitchcock mi si sia insediato nel cervello?

Sono una donna complessa e complessata, travestita da donna media, socievole e razionale, piedi in terra.

Io questi piedi ce li ho in terra per calpestarla!

Mi dispiace di rendere l’aria solida ogni volta che cerco di avere un rapporto umano con lei, ma che cavolo! Mi si insinua dentro come una piovra e mi terrorizza a tal punto che vorrei rompere tutto, perché non puoi dire a una persona allucinata che è più matta di un asino in groppa a un cammello!

Ho già il freno a mano pronto se serve, ma vorrei amarti meglio. Invece sto lì a guardarmi fare, come un pilota incapace di guidare.
Mi concedo a fette per non perdere l’intero e la vita scorre, mentre pianto i piedi a terra e mi scorre alle caviglie.