Valor di popolo


Mentre il popolo trepidante attendeva,

una voce solenne si erse:

“Italiani, dagli avi inventori, di eroici posteriori,

è giunta l’ora di mostrar lo valore:

gambe aperte, pugno di ferro e terga poderose! ”

Il pubblico lì per lì  non comprendeva,

ma giudicando l’uomo dall’abito griffato,

si profuse in scrosciante applauso

dimostrando una volta ancora

che il giogo col bue funziona.

L’umiliazione


Non possiedo,non ho, non mi appartiene altro che me. L’umiliazione di chiedere non mi appartiene e allora perché ti devo chiedere? Non do a te forse ogni mia capacità, ogni mio impegno, ogni mia opera per te senza richiesta? So di peccare nell’incostanza del mio temperamento, ma a te non manco di certo, verso di te protendo il mio lavoro.

Stamane ho capito, lo sai anche tu che ho capito e non mi illudo più.

Non sarò mai in cima alle tue liste, né per stima , né per amore: io mi sforzo di tenerti caro, mentre tu serenamente mi tieni nel cuore, così, senza pretese, senza volermi avere più intensamente, senza volermi sentire o vedere veramente.

In fondo l’umanità ruota sui soliti cardini e lasciamola cigolare, noi con essa.

Mai riuscirò a bastarmi così, mai potrò rassegnarmi a essere così poco, almeno per me, devo valere di più.

E’ stata un’umiliazione, come sempre, mercanteggiare per avere qualcosa di mio, che  mi possa far piacere, qualche pianta da interrare, per trovare il buon umore. Tu me lo fai pesare. Non possiedo, non ho alcun potere di acquisto, e ti offendo, se lo capisco, perché io posso tutto senza chiedere… posso sempre sognare di fare, di andare, di essere migliore.

Vorrei tanto essere una versione migliore di me stessa, perché sono consapevole di essere la mia versione beta: sono il mio reset, senza aggiornamento, l’ immagine di ciò che sarei potuta essere senza alcun impegno.

Sono consapevole, sono sveglia, gli occhi aperti sul mondo e vorrei essere diversa, me stessa, invece di una fatica immensa per arrivare, arrivare, ancora un passo e si arriva… dove?