Clear water


L’immagine è sbiadita nella mente. Un caffè per dimenticare, per sopportare.
Potessi cancellare qualche riga, riscrivere un capitolo della mia vita!
Un errore e la strada è presa, la paura ricopre di nebbia ogni sentiero e ti ritrovi nel mezzo e tutto il resto è già mangiato, macinato tempo fa.
Dov’ero nel frattempo?
No place to hide.
Ho le tue impronte sulla testa, ancora calde.
Mi scende la pazienza, si squaglia in terra.
Non credo a nessuno, tu che alzi la testa, vuoi scommettere che non mi interessa della tua minestra, la solita solfa da riscaldare?
Lasciami stare: Me, Myself and I abbaimo altro a cui pensare.
Hold on to me, ‘cause I’m feeling unsteady, puoi capire?
Non temo nessuno. te lo puoi ficcare in testa.
Si può arrivare al punto in cui non devi immaginare gli altri nudi, come dicevano nel telefilm?
Non sono nudi, sono solo umani, mi pare di avere capito finalmente, come una folgore in fronte, nulla da invidiare a Harry Potter, mi segui?
Siamo nella giungla, follow me!, carne e ossa, nervi e tendini schioccanti, il sangue pulsa nelle vene, che tu sia Hollywood o small village, tutti devono pulirsi il sedere, porta pazienza.
Sono le idee, grandi, il talento che mi spaventa, mi apre e mi piega le ginocchia, quello ha valore, mi fa chinare la testa e rabbrividire.
L’energia, la chimica, lo sguardo di chi viaggia tenendo il volante.
Scendi che guido io adesso!
Sei sei il nulla non mi importa cosa appendi al muro o che veste metti, non mi importa davvero.
La gente offesa è sola, con se stessa e parla con gente sola che pensa a se stessa.
Alza il volume che possa ricordare chi sono e cosa penso, lascia che mi perda ballando da sola, così so chi sono mentre canto a squarciagola.
Tu stai lontano, pensa alle tue cose, mentre cammini nella tua nebbia, io rivedo i colori.
Sono accecanti, perché io non ho visto più.
Non mi importa di essere perfetta, non mi importa che tu lo sia, voglio solo che il tuo odore sia felice.
Morire è l’unica certezza, lo so e non credo mi spaventi. Tutto finirà, siamo fragili. Non dovremmo spaventarci proprio di questo, ti pare?
Perciò, non so quando, ma lo so con certezza e vorrei lasciare qualcosa di me a questo mondo così carico e ingombrante.
Un colore sincero.

Il nevo ha levato le tende


Andato è lo nevo. Estirpato. L’emicrania mi avvolge il cervello, la tensione, ma il bisturi è stato modello, la mano ad addestrarlo perfetta. Infermiere, dottoressa col chirurgo sorridenti, sono riuscita a fare salotto anche in sala chirurgica.

Bene, in attesa della biops, per chiudere l’esperienza, mi sento in forza, col mal di testa, ma giusta. Povera creatura, così rosa e indifesa dopo trenta e più anni di vita condivisa..va be’ ognuno per la sua via.

E per sprecarmi con la scusa dell’anestesia(locale…figurati), un bacio a tutti i migranti di questo universo parallelo.