Dello scrivere


Scrivere è vivere scorrendo, su un pezzo di carta, uno schermo acceso, un tratto di spiaggia.
Scrivere è non soccombere, lasciare un segno, un po’ di onestà umana.
Scrivere è il sogno mai speso, un desiderio inespresso condiviso col mondo.
Scrivere è un amore esteso, una passione protesa che afferra e ti sorprende.
Scrivere è l’unico modo per essere me stessa, ammesso e non concesso.
Scrivere è la storia che l’uomo racconta, la verità che non pretende realtà.
Scrivere è l’amore più grande che conosco, a cui sono fedele, per sempre.

Per te


Mi accompagni scivolando,
le parole assapori
e io
traghetto i sogni.

Fiammanti colori,
sospirati odori
e tu
mi rinnovi.

Maledici i sensi
di tanto dolore
e noi
sappiamo amore.

Tu che leggi
mi conosci
ed io
sono voce.

A te che dai un senso
per te che incroci,
un solo pegno:
ricordami.

Sopravvi(scri)vere


ilmiokiver sente in musica :

 

Non scrivere
Tenere il fiato
Morire dentro
E guardare
Scorrere tutto
Ridere bocche
Chiamare me
Non rispondere
Lasciare dietro
Tutto srotola
Se stesso giù
Mi consuma
La voglia feroce
di esprimere
Raccontare
e punire me
Solamente
Negando ciò
che mi esiste.

A proposito di Lara e Ruben, si riprende!


Ho ripreso in mano il progetto narrativo di Lara e Ruben, qui nel blog.
A dire che non ci appartiene ciò che si scrive è palese. Nel momento in cui ho desiderato proseguire la storia, ho dovuto rileggermi tutto, e ho preso appunti per non confondermi. Io ho preso appunti su cose inventate e scritte da me… Mi è tornato subito il mondo che mi frullava in testa, e l’affetto per i miei personaggi.

Se qualcuno è curioso e desidera leggere i Racconti di Lara e Ruben, lo troverà facile: ho creato una pagina apposita nel blog e ho numerato ogni capitolo/post. Io non mi sono persa.

Ho pensato di condividere i miei appunti con chi è sinceramente intenzionato a seguire la trama, così che possa essere utile a voi che leggete come a me che scrivo!

Lara: più giovane di Ruben, capo della Missione. Capelli neri, occhi verdi. Un tempo Safira. Amava dall’infanzia Rock, l’amico di sempre, cacciato dal padre per estrazione modesta. Ritrovatisi i ragazzi fuggono, ma il padre la ritrova e prosegue il suo addestramento. Pronuncia il Giuramento in anticipo e sceglie come nome di battaglia Lara (nome che Rock avrebbe voluto per la figlia insieme). Usa le erbe con conoscenze di alchimia.

Ruben: scanzonato, ribelle, fedele. Innamorato di Lara. Occhi azzurri e capelli rossi. Forte sostegno per Lara, amico di Gorgo. Orfano (mistero morte genitori) cresciuto in un piccolo villaggio con gli zii, fino all’arrivo di Lara in missione. Gli unici superstiti dell’incendio che distrusse tutto il villaggio (magia).

Gorgo il Gigante: capelli scuri, riuniti in trecciolina rosa. Cicatrice sul volto come morso di squalo. Denti aguzzi ricoperti d’oro. Vestito con abiti misti assemblati, maschili e femminili. Mazza chiodata, muscoli ingombranti. Cicatrici a serpenti aggrovigliati sul braccio (Mistero).

Rock: amico d’infanzia di Safira, senza padre. Cacciato dal padre di Safira e affidato a un potente signore del Nord con un patto: avrebbe ricevuto l’istruzione di un nobile, cedendo se stesso. Occhi e capelli scuri. Obbligato a sposare la figlia di Lord Crow, fugge con Safira. Safira viene trovata, Rock fugge. Ritrova Safira, ormai Lara a Haper .

Cantore di Grouse: molto noto per lacrimevoli sonate d’amore, sempre drammatiche.

Cantore del fiume Argentato/guerriero: stimato da Gorgo che ne conosce ogni canto. Vedi ” Ritorno in Patria”

Brocco: spirito protettore liberato da Ruben che lo scambia per un cucciolo. Pelo rosso arruffato, occhi dorati. Col suo canto salva a sua volta Ruben vittima di un sortilegio in cui incubo e realtà collimano.

Missione: affidata dal padre di Lara alla figlia per liberarsi dalla maledizione. Il Primo Governatore per la prima volta nella storia della Federazione ha generato una femmina e la maledizione si è avverata. Il Figlio Primo è strappato dall’Ombra e  Lara come Primo Cavaliere deve cercare il Promesso, come narrato nel Mito, fino alle terre più desolate.

Minatori di Haper (dal norv. speranza):miniera che diventa rifugio per fuggitivi, si coprono l’un l’altro accettando il loro destino.

Ruben e Dan


Ho passato i miei momenti dietro a Ruben e non vedo l’ora di tornarci, ma devo attendere la fine dell’estate, perché troppa gente, troppi intrecci e non posso ingarbugliarmi da sola, braccia e gambe!

Ora Dan sta uscendo fuori e da scontroso se la ride pure! Un tantino irriverente, gli si sveglia l’ormone al ragazzo e pure la moto! Lasciamo perdere..

Sono innamorata del suo botolo, e che!  non ridere.. il suo cane intendo! Un bellissimo barilotto dal pelo fulvo e come si chiama? Furia!

Insomma c’è Sarah ed è complicato, non si capisce bene.. un’illusione, una follia, una malattia o davvero un’entità esterna in grado di comunicare con Dan?

C’è stato un incidente.. i ricordi sfumano e poi la casa in montagna, qualcuno ci ha messo piede, ma loro non ci stanno pensando per niente.

Vedrò, prevedo tanti altri giorni di tap tap tap sulla tastiera e poi Lara e Ruben qui, mica me li scordo, perché ho già detto, anzi scritto che mi basta che una persona abbia desiderio di leggerne e io ne scriverò.

Torno da Dan, musica relax e se non mi interrompono ogni tre secondi, cerchiamo di concludere la giornata, di questo passo mica ci credo!

Ciao

Dello scrivere un romanzo


47 pagine. la storia mi piace.

Contro ogni sorte, ‘che il mondo s’avversa in un moto di perenne latrare, bussare di porte, quando le nocche vengono utilizzate!

Eppure io, con rischio scazzo altissimo, a volte mi stupisco e mi faccio catturare, sorprendendomi sempre più di come la mente funzioni più o meno come per la lettura: devi farti catturare dalla storia, esserci dentro, altrimenti non funziona e buona notte al secchio, tanti saluti!

Ok, però io non sto dando consigli, mica ho mai pubblicato niente!

Voi direte :” ‘mbeh? Allora che diamine parli a fare?”

Io ringraziando della cortesia, rispondo che sto solo riportando la mia esperienza, mentre sono ancora sul fronte scrittura in corso.

L’entusiasmo per i personaggi a volte è tale, che da blogger abituata a scrivere sul momento e pubblicare in rete, è dura non condividere in diretta ciò che ho prodotto.

Non sia mai, tengo duro, voglio portare a compimento un lavoro completo. Rileggo, correggo in corsa, mi faccio un elenco dei nomi, dei legami famigliari, delle caratteristiche fisiche e altri eventi.

La confusione che a volte mi coglie nella lettura, mi coglie nel corso degli accadimenti inventati da me medesima!

Sarò io una mezza… stolta, ma rischiare di cambiare i connotati di qualcuno dopo tre capitoli, mi pare imbarazzante!

C’è gente che ho messo lì, di allaccio e ora mi prende, mi stimola e mi rendo conto che si presta a ulteriori approfondimenti.

La storia di Lara e Ruben versione blog che ormai è tutt’altra cosa dal fratello di partenza, la porterò avanti per affetto e gusto personale, fosse anche che uno di voi possa apprezzare.

Questa è condivisione gente!

Per condividere appieno..

Oggi ho fatto un pianto osceno, per esasperazione, credendo di essere per i fatti miei, meno male che c’è sempre quell’anima pia del Man che mi ricopre di letame quando sono giù.

Ha tanti pregi per carità, ma non so cosa gli marcisca in testa a pensare che a far una sfuriata una si risollevi!

Ti amo, ma sei stato uno stronzo: ho passato dei giorni di merda pensando a ciò che ho perso e non capisci un tubo purtroppo. Ho imparato a non piangere a causa tua ed è un bene, non si rimane ventenne a vita, ma cazzarola, lasciami piangere in pace il dolore che ho dentro, quando capita che ancora mi riesca di farlo! Non ce la faccio a sentire dire che per l’uomo quel tipo di perdita è lo stesso, io ne rimango ancora straziata.

Questa condivisione, mi spiace, è orrenda e chiudo qui, diciamo che mi sono svuotata.

Torno da Sazan e Sadik.

Scrivere per chi scrittore non è se non per se stesso scrivente


Io provo, ci provo perché nessuno me lo ha chiesto, perché non mi porta a nulla, non cambia la mia vita, è per me ciò che voglio.

La bellezza di un rapporto con la mente e le parole, l’amore di fronte alla fantasia che prende forma in pensieri, azioni, corpi raccontati.

Loro stanno lì, in attesa che io li porti avanti, con le  loro passioni, paure, la determinazione di riuscire e io smanio per scoprire che accadrà di loro, di me, di noi.

Allora, puntualmente arriva il citofono che mi smarona, un televisore che si accende, un caffè da offrire e i problemi che ci sono sempre, se non sono miei sono di qualcuno a cui voglio bene.

E io scribacchina in vena di scribacchiare che solerte mi appunto in disparte le persone che mi nascono dal cervello, con le loro caratteristiche fisiche, il significato dei loro nomi, i rapporti famigliari e non.. a che pro se il mondo non s’azzitta mai? Che io rischio pure di scordarmi ciò che scrivo?

Ho pensato che di notte, di notte devo scrivere!

E chi ce la fa?

Chi fa il mio di giorno? Chi mai potrebbe essere me, mentre io m’addormento?

Non si può no, io la notte dopo le dieci non scrivo, massimo le undici e poi che mi si sfoca tutto…

Loro meritano di meglio, la mia piena disponibilità, hanno emozioni e azioni da compiere e io devo essere sul loro livello.

E anche adesso che vorrei tanto darmi loro, c’è Spiderman alla tv che mi cozza i nervi..

Mi sa tanto che come al solito mi tocca sloggiare in cucina, con le zampe appese alla sedia, sciatta in quel modo femminile che lui ti guarda e pensa e tu pensi ad altro.

Ok, mi sloggio di là e vediamo oggi che succede a quei Ruben e Lara che sono altri da questi per mio diletto  e sfida.

 

Libertà di scrivere


 

Pensavo rispondendo a spinanelcactus, all’amore per la parola scritta, a quanto io ami da sempre questo modo unico di esprimere qualsiasi pensiero mente umana concepisca, mentre pensavo nasceva già questo articolo.

Ho desiderio di esprimere una volta ancora, e non sarà l’ultima!, cosa significhi per me tutto questo.

Da bambina capitava sovente che passassi lunghi momenti da sola nella mia cameretta, essendo sola e avendo ormai la mente già satura di fantasie fiabesche, mi divertivo a disegnare storie di principesse, fogli su fogli e mi pare di ricordare di aver avuto poca voglia di completare colorando il tutto. Qui nasce la differenza, il bivio che mi ha fatto scegliere inconsapevolmente, perché io disegnavo per scrivere, era un disegno sull’altro, per fare la storia, non mi soffermavo a migliorare i dettagli, a dar vita ai personaggi con colori, sfumature, volevo la storia. Infatti poi ho scritto ciò che sentivo, ho provato a scrivere il classico diario segreto, regalo immancabili ai compleanni delle elementari, ma come li ho iniziati, quei diari li ho lasciati. Temo per prurito, per orticaria. Non sopportavo che scrivere, l’unico modo in cui mi esprimevo liberamente, dovesse essere vestito, in divisa, regolato. Mi spiego meglio: “Caro Diario…-baci…”, mi piaceva molto nell’idea, volevo arrivarci, ma non ero sincera, era una forzatura tremenda! Non è un merito scrivere di getto, non oserò affermare tanto, ma era ciò che facevo, dove capitava. Il mio diario di scuola diventava man mano la raccolta di istantanei pensieri, brani di canzoni, canzoni intere, ritagli di River Phoenix , non so perché, ma lo adoravo, proprio tanto, ed è andato via in un modo, lo so, simile ad altri e ancora verranno e andranno, ma è assurdo. Comunque, tra la IV e V elementare avevo deciso di fare la scrittrice, salvo stroncare i miei sogni l’anno dopo.

In prima media il mio modo di scrivere di getto, cioè tutto, con fantasia a briglia sciolta, non è più piaciuto alla prof vecchio stampo(anche l’anagrafe conferma), ma io non la capivo molto, era una donna che penso avesse grandi potenzialità e cultura, ma non so che solitudine covasse dentro, beveva come una spugna. Piccola, piccola, come una botticella fragile, per me era solo uno stop a ciò che dovevo esprimere, ma insegnava e qualcosa avrò imparato. In III l’insegnante è cambiata, ottima cultura, molto simpatica, ma con la fregatura, sotto sotto era severa, ma io forse qualcosina l’avevo imparato e iniziavo a dare un taglio agli orpelli. In un tema personale ero riuscita a esprimere me e il risultato c’è stato, finalmente di nuovo un voto brillante, mi ero liberata! Peccato mia madre, un giorno mentre non c’ero, avesse  letto quel tema  che per me era come un attestato, facendomi una scenata pazzesca. Tanto avevo patito, tra il cambio di scuola, di metodo, la separazione dei miei, mia madre risposata e finalmente capisco, finalmente capisco come arrivare bene da qualche parte e BAM! Non si può. Non ricordo neanche cosa avevo scritto, magari che soffrivo? Non se ne è parlato di questo, il succo è che avevo sputtanato mia madre.

Avevo capito! Scrivere è un segreto, ma mai una menzogna.

E’ ancora così, ho ancora pudore nel mostrare ciò che scrivo, non mescolo la vita concreta con ciò che scrivo, qui chi mi legge lo fa per scelta e io mi fido, mi espongo nel mettermi in parole, ma non oso far leggere, per quanto vorrei, ciò che scrivo a chi mi vive nella vita. Non potrei tollerare in alcun modo che ciò che scrivo possa dar fastidio o possa non essere accettato, perché sono IO.

Come ho scritto da un’altra parte, io scrivo FREE(libera) perché scrivo ciò che voglio e scrivo FREE(gratis) ‘ché nessuno mi paga per farlo. Ogni volta che penso che una persona con la sua mente, coi suoi pensieri, si ferma sulle mie parole facendole proprie, per me è una gioia immensa, un mio lasciare qualcosa al mondo, in briciole magari, ma è un po’ di me in te.

Freeedom Now

They throwed him in jail
And they kept him there
Hoping soon he’d die
That his body and spirit would waste away
And soon after that his mind

But every day is born a fool
One who thinks that he can rule
One who says tomorrow’s mine
One who wakes one day to find
The prison doors open the shackles broken
And chaos in the street

Everybody sing we’re free free free free
Everybody sing we’re free free free free
Everybody sing we’re free free free free

They throwed him in jail
And they kept him there
Hoping his memory’d die
That the people forget how he once led
And fought for justice in their lives

But every day is born a man
Who hates what he can’t understand
Who thinks the answer is to kill
Who thinks his actions are god’s will

And he thinks he’s free free free free
Yes he thinks he’s free free free free
He thinks he’s free free free free

Soon must come the day
When the righteous have their way
Unjustly tried are free
And people live in peace I say
Give the man release
Go on and set your conscience free
Right the wrongs you made
Even a fool can have his day

Let us all be free free free free
Let us all be free free free free
Let us all be free free free free

Free our bodies free our minds
Free our hearts
Freedom for everyone
And freedom now

Freedom now
Freedom now
Freedom now

Let us all be free free free free
Let us all be free free free free
Let us all be free free free fre

Tracy Chapman said.