Il male Oh!scuro


Capita
corri e capita
sul collo
il fiato minaccia
tu corri
e capita

Salti
spingi ancora
scarti
si fa nuovo
è giorno
e canti

La nebbia si dirada
i sussurri si spengono
la minaccia si placa
tutto si ridefinisce
ogni attimo è vita

Il mondo si tinge
il passo è leggero
sogni a cui tendere
mani da stringere
il cuore pulsa fiero

Ma…

Capita
corri e capita
sul collo
il fiato minaccia
tu corri
e capita

Lo scenario cade
gli attori si spogliano
via le maschere
il trucco sbavato
ridono e ridono

Corri
e capita ancora
piangi
e nessuno si volta
corri
e nulla si sposta.

Quel bisogno che spezza


Ci rinuncio.
Oh, lo so che ci ho già rinunciato, ma la rabbia brucia nelle viscere, perché è contro ogni mio istinto accettarlo senza lottare.
Non posso voltarmi e camminare, passare oltre, non posso e devo accettare.
Ce l’ho con te, con te ce l’ho tanto e neanche te lo dico, perché inizieresti a urlare e allora a che serve?
Hai bisogno di difendere il tuo orgoglio con le unghie e coi denti, hai bisogno di sentirti sempre lo stesso e io semplicemente non ho più forze.
Mi hai deluso e non significa che tu sia sbagliato. Sarebbe facile altrimenti.
Credevo che avremmo potuto affrontare il mondo e crescere insieme, ma la tua mentalità ti ha fatto camminare solo.
Il fatto è che siamo nello stesso posto, ma io non riconosco più il sentimento né trovo il motivo per credere ancora.
Non ti sei mai lasciato andare, non so dire a nessuno quanto sto male, doverlo accettare mi distrugge.
L’istinto umano più inutile che mi divora.
Non c’è intesa in niente, in nessun campo e ho voglia di strappare le lenzuola, di gridare a squarciagola.
Non posso, non posso.
Dover controllare ogni mio bisogno, ogni mia emozione per non ferire, per non deludere e a volte vorrei solo, non sentire.
Ci ho provato in così tanti modi che ho solo voglia di piangere o prenderti a schiaffi.
Lo sai che credo che non mi ami ed è totalmente inutile assicurarmi che mi sbaglio, l’amore arriva anche quando non corrisposto, si sente.
Ho sbagliato tutto?
Beh, la vita non è un foglio dei miei che posso cancellare.
Niente si rifa, tutto rimane.
Allora, con questa morte nel cuore a volte si deve solo andare avanti.
Cercherò sempre di essere una persona migliore e spero di perdere i miei sentimenti.
Ho bisogno di respirare e ridere, vorrei tanto ridere.

Ti lascio, qualcosa di me che hai buttato.


Questo è ciò che ti lascio:
un passato e un’attesa.

Quel che non hai preso,
non saprai avere mai,
non sono che un soffio.

Le tue labbra chiamano
tu non sai cercare
il mio nome fuggito.

Dolce la seta di carne
turgido d’amore
il desiderio che piange.

Lacrimose perle salate
che al cuore sopito
saranno negate.

Millenni a cercare,
tra stelle lontane,
un segno  d’affetto.

Parole, pensieri sepolti,
un mondo di vite sparse
e un cuore solo.

La stretta nel petto,
nessuna emozione,
la vita che arde.

Non sono e voglio
più nulla da te,
restami ricordo.

Le fate sono morte
le ali strappate,
il deserto s’appare.

Cavalieri sui muli,
destrieri frignanti,
si aggiorna la corte.

La pelle viva odora,
calda ammanta
un istante d’amore.

Tutto è perduto
colonna di fumo,
all’orizzonte.

Piangi per me,
carezze negate
senti: le campane.

Sospiri ardenti,
singulti sperati,
la eco dispersa.

Amore è tutto,
intorno e sepolto,
trasuda e soccombe.

Piangi per me,
non credo più
non c’è più me.

Sgranocchiando delusioni


Viaggio sola, cinque minuti e l’auto scorre , la musica bassa, perché a te non piace… perché?

Sono sola, perciò alzo il volume e il sangue risponde e prende a pompare, le vene che vibrano.

Slow motion, osservo con distacco le persone, pare un video musicale, un gioco, sono solo persone.

Un po’ mi spaventa e un po’ di più mi attrae questa possibilità di guardare senza sentire, senza essere parte del quadro.

Perché non ti piace la musica? Per non sentire, per non godere dentro?

Il sesso è un impulso del momento? Io insisto a pensare che la massima eccitazione sia il preludio, il cercarsi, lanciare una corda che sempre più tesa fa torcere le viscere.

Ognuno ha il suo pensiero, c’è chi fugge qualsiasi aspettativa, chi non regge il gioco e basta un’erezione per far sesso.

I pensieri viaggiano da soli e non mi va di ingabbiarli; la stanza buia per me a volte è un rifugio e il sole un isterico grido sparato in faccia.

Colleziono le sensazioni come monili preziosi e sempre più spesso mi scopro intollerante verso l’inutile spesa di parole vane.

A volte, ne sono certa, mi beccano. Sento i miei muscoli facciali immobili e so di avere uno sguardo vacuo e in quel momento mi correggo: sbatto le ciglia e partecipo all’argomento. Sono troppo educata, no. Mi dispiace davvero che io sia così annoiata, non è colpa di chi mi sta di fronte.

Basta, sento il tempo, va, va via in ogni istante la mia vita, si sgancia da me e io ho rabbia.

Ho accettato troppe cose che non volevo: per pigrizia, vigliaccheria e ignoranza. Insignificante, ciò che sono e per troppa onestà verso me stessa, so essere vero.

Volevo quei monili preziosi, quelle emozioni che non capisco perché ci neghiamo.

Dico sempre che amarsi è l’unica cosa gratuita e non si esaurisce, eppure, pare impossibile.

Darsi, cercarsi, desiderarsi è impossibile. C’è troppo altro a cui dobbiamo votarci. Se potessimo tutti smettere di distrarci, immagino crollerebbe tutto un sistema, un’impalcatura che regge il pianeta.

Chissenefrega di gadget e mazzi vari, se a casa puoi giocare tra le braccia di chi ami?

Anche lì, gadget a vendere… ma che te ne fai di sex toys se non c’è la devozione? Se non c’è uno sguardo profondo che incendia dall’interno? Un’erezione e una buona lubrificazione… sono amore?

Voglio ribellarmi a tutto questo, questa vigliaccheria di non farlo seriamente l’amore! Senza ridere e mascherare l’imbarazzo di non sapersi spogliare l’anima, senza quello sguardo non è eroticamente corretto.

Il tempo scorre e il mondo con esso, o forse dovrei dire che la gente si affanna dietro un pallone che corre, ma non sa che la strada è in discesa, perenne.

Il miglior contratto


Sangue, grida, terrore e rabbia cieca ed è l’ultima nota su questa triste nenia.
Laddove armonia regna cheta, non si cercano passioni o ruvide emozioni.
Il miglior contratto è tra soci buoni o per meglio dirla, senza ardori.
E che sia per sempre per quelli cui la mente tiene e i bollori mette a catene.
Non può dunque essere fiamma e dolce brezza? Amicizia e tenerezza?
Sarà per sempre, imperituro, questo piccolo amore tiepido e  sicuro.

Delusione e riflessione su


Quando la verità è plasmata per manipolare ciò che penso e imbrigliare la mia opinione, conosco un’unica sincera soluzione al dilemma della conseguente delusione cocente:
VAFFANCULO !

leggere attentamente le avvertenze scritte in aramaico dialettale qui sotto prima di affrontare lo scritto sovrastante. L’autrice si libera dalla responsabilità di chi possa sentirsi offeso per la sua volgarità; sottolinea inoltre la fortuna del malcapitato lettore nella sua impossibilità di leggerle la mente, ben più corrotta delle sue parole.

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Verde bile e solido rancore


Quando il dolore è in piena
Il terrore di esserne sommersa mi assale,
Imponendomi come argine l’odio,
il rancore verde
Come giovane ramo
Sottile fuscello frustante
Che si flette e non si spezza .
Io mi fustigo e rimpiango
E mi pento e mi affondo
Non concedo perdono
E mi dimentico
Ignorando lo specchio
Alzando il volume
Voltando le carte
Sfogliando pagine
E odiando immensamente odiando
Ogni istante di silenzio.