L’estinzione dell’ Eros (e la svendita del sesso)


L’erotismo è una spirale che sale verso l’alto come fumo che si perde tra i sogni appesi.  Il sesso che inizia e finisce per esprimersi in se stesso, è un segmento di scarsa immaginazione e poco intelletto. Il consumismo sportivo che viene assiduamente praticato, crea campioni del sesso ad ogni istante. Sprizzano come starnuti col raffreddore. Non c’è più tempo. Non c’è tempo per sfiorare col pensiero, solleticare il peccaminoso appetito. Sono corse di umani criceti sulla ruota di una vita che spreme e offre gadget su gadget di niente. Troppo distratti per l’amore. Per esplorare l’altro, scoprire il piacere e scartarlo piano, come un dono atteso, desiderato. Non c’è tempo per sognare i momenti da passare insieme, progettarli come il viaggio della vita, perdersi in ogni dettaglio per poi scoprire nicchie inesplorate e meravigliosie. Non basta una vita, perché la sprechiamo in cazzate su cazzate di frustrazioni e angosce. Usiamo l’ardore per odiare e incolpare senza vergogna chiunque, quando amare è un ormai un tabù e ben più intrigante. Donne appassite su romanzi che scottano ad ogni pagina, incomprese e trascurate. Uomini confusi che cercano conferme tra numeri di sesso che nessun circo propone. Io vedo giorni che scorrono come lacrime a un funerale, senza possibilità di ritorno. Sogni appesi che nessuna scala mi fa avvicinare. La mia pelle ha sete e ti allontano, perché ho bisogno da così tanto che la tua fretta mi ferisce. Non sono un gadget, sono una persona e vorrei che fosse ovvio. Per tutti noi. Vorrei essere vista. Vorrei che ciò che desidero e come lo desidero avessero un valore. Essere desiderata non mi basta. Non mi accende. Fanculo. A tutto e a tutti. Io mi appartengo, mi proteggo. Valgo anche quando sono invisibile. La nebbia copre e nasconde, non cancella. Aspetto un giorno di sole.

Piccole donne crescono


Storie in cui raccontano di uomini tenebrosi e bisognosi, inconsapevolmente, d’amore; che sanno suonare le corde del corpo femminile come nessuno al mondo. Vette di piacere così alte da far ululare, arricciare dita di piedi e IMPLORARE.

A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar, da narraaaaaar…

Morte di uno che morì


Il vecchio stava immobile, steso sopra il copriletto antico. L’odore di naftalina incombente.

Sembrava dormire, ma non era vero, come si faceva a dire che sembrava stesse dormendo, beato poi? Se dormiva, dormiva un sonno dannato, almeno questo cazzo potevano concederglielo! Le aveva sentite, tutte affrante, a correre di qua e di là, subito in azione. Ora erano libere e potevano dire che lui fosse stato tutto ciò che desideravano.

Stavano già cancellando e riscrivendo la sua vita intera, tra una telefonata e l’altra. Gli faceva quasi pena, quasi, perchè uno stronzo così non è mai compatito.

Finalmente la stanza si era svuotata e poteva osservarlo meglio. Le guance risucchiate , la bocca floscia, per quanto si sforzasse non riusciva a vedere il sorriso di pace che quelle stavano descrivendo dall’altro capo della casa, un po’ starnazzando un po’ frignando. Quello era un ghigno mortale, un fottuto ghigno che sarebbe rimasto impresso a tutti come ultima immagine della sua esistenza.

Ma chi se l’era inventata sto rituale di stare tutti intorno a un morto a chiacchierare a parlare di lui senza che questo possa replicare! Ma chi vuole essere davanti a tutti ‘sti stronzi, proprio nell’umiliazione finale, senza potersi sistemare la piega di un pantalone, un ciuffo spettinato, quella cazzo di espressione grottesca!

Bello mio, è proprio finita, finita dico io. Quando le donne possono ridere e piangere di te in questo modo è finita. Quando puoi gonfiarti come un pallone mentre i tuoi gas mortali cercano l’uscita e tutti fanno finta sia normale, mentre ti sbirciano inorriditi e goduriosi dello spettacolo macabro, è finita. Per fortuna domani stai sotto.

Che ingiustizia, lì immobile con le mani aggrappate al copriletto, le unghie lunghe di marmo, non c’era stato modo di tagliarle, come un demonio. Eppure un demonio lo era stato, un imbroglione, un infame. Il più scaltro dei ladri e il più infedele dei traditori! E la vita lo aveva punito, eccome! Ora, stava lì, di cera, un’immagine mesta, raccapricciante, ma loro lo amavano, o così raccontavano a tutti quelli che venivano in visita.

Tutti quelli che aveva imbrogliato volevano togliersi lo sfizio di sputargli addosso in un momento di distrazione generale, mentre quelle facevano le addolorate e lei, proprio lei, sveniva dalla disperazione.

La vita l’aveva fatto campare ai cent’anni, per umiliarlo, lui che voleva andarsene nel fiore della giovinezza, per fare loro uno smacco, col dito medio all’insù. Invece, loro lo compativano, raccontavano com’era stato fragile, com’era stato faticoso accudirlo coi suoi attacchi folli, ma era partito, non era colpa sua, poverino, altrimenti era così caro.

Caro, un corno! Era lucidissimo e le aveva chiamate baldracche, la moglie e la sorella che se la facevano col sagrestano, una in cucina, l’altra in cantina. Con quel baccano di urla e poi il rosario per penitenza. Ma quelle pensavano fosse la pazzia.

Gli diede un ultimo sguardo disgustato. Che schifo di invenzione morire, quella cosa lì non era riuscito a vincerla. Il baro era stato battuto.

Vamos al caldo, quel vestito l’ho sempre odiato. Che importa infondo ormai. E’ finita.”

Del girovagare per il web e dell’essere donna


Ho girovagato per il web, scorrazzando tra i blog, sembra quasi rap.

Volevo capire, farmi un’idea al di fuori di me: i blog sono la mente o la psiche di chi batte sulla tastiera.Ho fatto dei voli , dei giri e ho trovato tanta cultura,almeno dai dati personali la media è notevole.La cosa più sconcertante e confortante è che per quanto il blog, il vestito insomma, potesse essere diverso,il contenuto fosse simile, in senso positivo : ho trovato ironia, acume, leggerezza e sensibilità; non importa se il blog fosse in forma di diario, professionale, erotico (pure..) perché il vero desiderio è lasciare traccia di sé . Certo qualcuno è astuto e cerca solo il guadagno con video pronti e sconci, la quale cosa non mi ha sconvolto, ma piuttosto indispettito e con un click ho cambiato blog. Belli i blog al femminile che partono per scoprire i desideri della donna e finiscono per difenderla e omaggiarla. Devo davvero farmi “di parte”, perché ho trovato per ora un bell’esempio di teste al femminile; ne sono davvero felice perché ho letto tanti discorsi fanatici ultimamente, ma soprattutto commenti provocatori, atti solo a finire in rissa virtuale. Non mi è mai capitato personalmente, perché semplicemente ho sempre evitato, ma anche leggere da esterni certe discussioni è snervante e ammiro sempre chi si destreggia con saggezza!

Ho preferito i blog ai forum perché in generale i blog sono opera di un certo impegno e cura, sono un autoritratto reinterpretato da se stessi; i forum sono sicuramente un grande impegno per chi li apre e li deve amministrare, perché per quanto molte discussioni siano spassose, il tutto mi lascia l’amaro in bocca nel momento in cui trovo risposte secche e infastidite a chi fa l’errore di chiedere una volta di troppo ciò che non ha compreso ( basta non rispondere se non ti va), ma ancora peggio quando il tutto è volto a screditare qualcuno ( per esempio una moglie non troppo avvenente di un giornalista famoso) senza motivi concreti, con grande accanimento e da fanciulle che condiscono i propri avatar di cuoricini e faccine tenere (!).

Mi viene in mente qualche articolo di spettacolo riguardante schiere di fan che minacciano gravemente lo sventurato partner di turno di qualche personaggio famoso… è FOLLIA!Perché siamo ugualmente donne, quando c’è tanta differenza tra noi? Passi l’isterismo adolescenziale -fino a un certo punto- ma sappiamo che si tratta di donne fatte ( in tutti i  sensi?) in molti casi.

Ho avuto anch’io i miei idoli a suo tempo : River Pheanix alle medie sul mio diario e poi é morto così , per quelle sostanze lì; alle superiori i Take That e un po’ mi vergogno perché ci ho fatto su certe fantasie  ed erano così commerciali…, ma ho in breve rivolto sguardo alla scena grunge, così profondo e un po’ tetro, proprio da adolescente ( Pearl Jam, Stone Temple Pilots, Soundgarden…)! Ora adoro il tipo occhi incredibili e fisico importante di Jeffrey Dean Morgan. Si cresce, davvero e i gusti si fanno ..migliori!

Complimenti a tutti i blog, per l’impegno, la creatività, l’ironia e la generosità di mostrare qualcosa in più di sé, senza guadagno, fama,ma con un risultato a volte eccellente, degno di una firma giornalistica o di uno scrittore.In fondo non lo siamo di fatto?