L’atteso


Nel cuore della terra un seme.
La mano stretta in attesa.
Il suo bagliore acceca,
la mano è protesa.
Sono strati di storia,
tempi senza gloria.
Terra, su terra
il seme riposa.
Ascolta il custode,
vite prese, interrotte.
Sentinella fedele,
attende la notte.
Saranno stelle nel mare,
meduse sospese,
l’assalto del tempo ,
nel cielo catene.
Il ventre di doglie
sarà scosso, teso;
un enorme squarcio
un ramo che sporge.
Raccoglierai domani,
ciò che dorme indifeso.

Avrei essendo altro da me


Avrei dovuto essere più ignorante o più colta,

così sono una sòla bucata.

Avrei dovuto capire di più

o non capire un bel niente.

Avrei dovuto realizzare i miei sogni

o non saper sognare.

Avrei dovuto accontentarmi sempre

o smettere di desiderare.

Avrei dovuto perdonare, tutto,

o mieterli tutti.

Avrei dovuto eccellere

o stendermi sul rivo.

Avrei dovuto amare divinamente

o fregarmene d’ogni cosa semplicemente.

Avrei dovuto combattere

o arrendermi del tutto.

Avrei dovuto raggiungere

o non muovere un passo.

Avrei dovuto comprendere

o del pensiero farne bolle.

Avrei, avrei, avrei…

se solo fossi un’altra me.