L’assolo di fuoco


Mi sento così,

come una chitarra

che grida, che scatta nervosa

sale e scende e torna sempre.

Voglio in grande

i sensi infuocati

avere tutto o niente.

Voglio il velluto,

la seta e il ricamo,

la mano ruvida

e il tocco piumato,

come la musica

sublime l’amore

eppure si nutre

di carne e di cuore!

Voglio le note

alte e contratte

voglio tenerle

e ridartele poi,

sali la scala

e tieni il tempo,

‘ché dopo l’assolo

si torna indietro.

 

 

 

Goodbye my faith


angelo ali fotografia immagine

Sorridere e soffrire nello stesso momento, capita a tutti. A me in quest’anno spesso, troppo spesso, e mi accorgo che il sorriso mi si spegne quando la stanchezza mi satura e cedo, mentre sorrido guardo chi ho di fronte e penso, ma chi se ne frega e di punto in bianco so di cambiare espressione in una mutazione schizofrenica, ma sono finalmente io. Stanca, di quel dolore che penso non andrà mai via, di guardare due occhioni e chiedermi se capiscono che dentro mi stanno lacerando, ho paura allora di far più paura io.

Non tutto va come si spera, quasi mai, eppure ho avuto gioie che non pensavo, perché in fondo mi sono sempre sentita marchiata, non serve andare a chiedersi perché. Se ti senti marchiato ti aspetti che la vita ti faccia lo sgambetto sempre, proprio sul più bello. Temevo di non potere mai avere ciò cui più tendevo, ma ho avuto, con lacrime, grida, rabbia, paura, sofferenza mordace, ho avuto, e allora? Ciò che ho perso quando ci ho sperato, un ultimo miracolo non chiedo altro, mi ha scavato dentro, due volte, per due volte una benedizione e altri due rintocchi a funerale.

Due sì, due no.. è andata bene, per chi porta il marchio sull’anima.

Anche il bue più mansueto può scattare. la rabbia è un buon alleato per reagire, per muovere le gambe e tirare il carro, ma ti logora dentro, ti consuma e non lascia chiudere i lembi aperti.

Tutto qui, due occhioni per ricordare, sorridere e morire un po’ e ancora domani e un altro giorno ancora.

Ringraziare il cielo di tutto cuore per ciò che di più bello mi ha donato e uno sguardo in terra a celare le lacrime per un buco dentro che si nutre di dolore.

goodbye sweet honey, goodbye my faith

L’Amore è solo Amore


Le mani si sfiorano timide, negando lo sguardo. Un tocco lieve, un brivido e il cuore in tumulto. Scatta un’emozione invadente, un groviglio nelle viscere, la speranza di un altro tocco, per un po’ di paradiso.

Mentre l’umanità avanza nelle sue faccende, due mani si sfiorano, ancora, tracciando linee immaginarie dalle punta delle dita al polso, per poi gremirlo in una morsa ferma, per constatare il battito impazzito.

Occhi negli occhi a inchiodare l’anima, a cercare un sorriso e un rossore diffuso, sul viso.

Un cenno, una certezza, è ancora amore, ancora, amore. 

L’assalto alla fortezza e le braccia un rifugio. Bocche si fondono ansiose a gustare il sapore, l’odore, il calore di sogni attesi, pensieri fragili e vita sofferta. 

Tra lacrime e risa, graffiando coi denti le labbra scarlatte si lasciano un istante, il tempo di cercarsi e scoprirsi ancora per poi sfiorasi piano, con disperata lentezza e in petto un uragano.

Pelle sulla pelle si torna al mondo, nelle antiche vesti, di vertigine il velo a ricoprir la coppia, mentre il cielo giubila e plaude al dono prezioso. Nessun uomo nasce solo, la ricerca eterna di sé nell’abbraccio è il suo conforto.

 

L’amore appartiene a tutti, è un diritto e un dovere per portare un senso a questo mondo, allontanare l’asprezza della frustrazione umana, rifiutare la violenza del cuore ferito. Ogni persona ama e come ho già espresso, mi auguro che chi vive intorno a me sia felice, perché la gente felice migliora la mia vita. Mi collego nel pensiero al post di blogpeloso , nello specifico al post :In attesa del 17 maggio

Non fatevi fregare da chi grida tanto contro altri che non gli hanno causato alcun danno, molto probabilmente queste persone hanno vite così torbide da illudersi di apparire più linde gettando fango su altri, oppure in altri casi invidiano la libertà di chi vive la propria vita indifferente all’altrui pensiero. Mi piacerebbe tanto che la gente che ha la posizione per legiferare, infondere il credo, istruire la mente, mettesse più foga a ricordare l’esito dell’odio sul popolo, a chiarire cos’è e come si manifesta l’odio e a cercare di estirparlo come un chiodo conficcato in testa.