riflessione amara


E’ quest’illusione di essere ciò che non si è.

Questo credere di essere realmente il proprio pensiero,

di essere onesto ambasciator di se stesso,

piuttosto che un truffaldino oratore,

buono a cialtronerie, a sbrodolare

sentenze chiosanti e autocitanti,

ma il treno contro un tunnel occluso

come un siluro contro uno spazio cieco

tra scintille e imprecazioni sbatte,

e non ci sono sostenitori.

La colpa è privata sempre,

intimamente personale, mai

appieno compresa e svelata.

La pena è corale, sempre

da tutti apprezzata e resa,

mentre il botto agli occhi si rivela

da una semplice frase la veritù

che ingannarsi è lo sport nazionale,

di ogni anima ridotta a servitù,

e mi duole il cuore confessarmi rea

del colpevole delitto a mia spesa,

l’aver negato il peso reale

del valore del mio esistenziale.

Sulle labbra ancor di latte è ogni cosa,

con il tono certo di chi fa sentenza,

che io sono poca cosa, la servetta,

o non è vero in fondo che altri detta

non farei altro che rotear le dita?

E con lacrima trattenuta,

ancor più odiosa, vile, gnuda,

ho subito il colpo, e riflettuto,

la realtà è il mio colto sparuto,

aria fritta e pensieri eterei

su cui volano di carta

leggiadri insoliti aerei.

 

 

Una donna, un guerriero.


 

La paura, la tristezza che bussa, non deve esserci, ma c’è.

Allora, il mondo diventa distante, la gente è altro da me, pericolosa,ogni parola una potenziale bomba inesplosa. Allora divento piccola in un corpo troppo grande, mentre vorrei rimpicciolisse a misura di colibrì, come il suo battito il mio palpito.

Vorrei un abbraccio stretto, ma so che poi ti allontano, sono dura, ferita sempre, ma nasconderlo è un mestiere. O sei con me sempre, dentro di me, amandomi sopra ogni cosa o io ho bisogno delle mie barriere, del mio appoggio e delle inferriate per non cadere e lasciare un po’ di spazio fra noi. Ti devo guardare da lontano e riflettere, per decidere come prenderti, per difendermi. Non è difficile, è quasi banale, io posso cadere giù, così in basso da stare male e non posso permetterlo, se nessuno corre a scacciare i draghi, chi mi difende? Io, lo faccio da me e così dev’essere, sono d’accordo, ma questo senso d’abbandono, questo sentirmi poco è un mio problema e se alzo i muri col mondo a volte, bene, continuerò a farlo, senza ammetterlo, senza spiegazioni, col sorriso sul viso e sgretolando dentro.

Un abbraccio vero, nient’altro. Nessun altro approccio, non è il momento. Poi passa, passa sempre. Quel buio torna nel suo angolino e via. Ci sono momenti in cui piccoli dettagli coincidono casualmente e caoticamente rimandandoti il peggio di ciò che hai vissuto, come un viaggio a velocità folle tra i tuoi incubi reali, come quella giostra da bambina in quel vagoncino trainato tra mostri e musiche inquietanti e poi i fantocci che al tuo passaggio si avvicinavano: io ne ero terrorizzata e facevo incubi orrendi, ma mi obbligavano, perciò..

Ci sono tante cose belle nella mia vita, mi detesto per non apprezzarle in questo giorno, in realtà sono sempre grata, ma va così, ero troppo esposta agli eventi, oggi metto la corazza.