Say hello to heaven, Salutami il paradiso


La testa ovattata nella morsa stretta  e Chris canta il saluto al Paradiso e nel tempio del cane io mi rimetto.

Say hello to heaven…heaven…  e io non ho pace, perché ogni tempo ha il suo ritmo e il mio batte ad ogni fiotto di sangue che il mio cuore innonda .

Che la voce del trovatore perduto mi indichi la via, mentre mi sollevo da ogni giudizio e seguo la sua scia.

Che il mondo ruoti sempre con le sue rivoluzioni, a me che importa? Io ho cercato sempre di essere di più, di essere la mia versione migliore, ma a che scopo? Non lo so e non lo troverò. Io scrivo il mio lamento, ogni graffio subito, ognuno scalfito in squarci profondi e se chiudo gli occhi sono andati, cancellati.

Se chiudo gli occhi il sonno  mi porta in posti lontani e mi muta, disegnandomi nuova, rifacendo la storia e rimettendomi in pasto al fato ignoto, lasciandomi Alice in orbita, che poi a picco scende di quota.

Ho trovato il video della canzone che mi sta accompagnando sul tubo e ho postato per voi questo con il testo, perché è poesia pura, commovente e struggente come solo il saluto a un amico amato può essere.Chris Cornell saluta Andy Wood.

Ci provo a rendere le sue parole, un omaggio a voi.

Saluta il Paradiso

Ti prego Madre Misericordia, portami via da qui, e le lunghe maledizioni senza fiato che continuo a sentire nella mia testa.

Le parole mai ascoltano e chi insegna non impara, ora la candela mi riscalda , ma sento troppo freddo per bruciare.

E’ venuto da un’isola e dalla strada è trapassato ha sofferto così tanto come un’anima che si spezza, ma non mi ha mai detto nulla, così.. saluta il Paradiso.

Nuovo come un bimbo, perso come una preghiera, il cielo era il tuo campo di gioco, ma la fredda terra fu il tuo letto.

Povera osservatrice delle stelle, non ha più lacrime negli occhi, lieve come un sussurro sa che l’amore cura col tempo tutte le ferite, ora sembra che il troppo amore non basti, sarà meglio che tu vada in cerca di un’altra strada perchè questa si è interrotta all’improvviso.. saluta il Paradiso

Non ho mai voluto scrivere queste parole per te, con pagine di frasi di cose che mai faremo, così soffio sulla candela e ti metto a letto, dal momento che non puoi dirmi, beh,come ti hanno rotto l’osso i cani. C’è una sola cosa rimasta da dire… saluta il Paradiso…

Quando il bene col male fecero amore


ToGether (Angel LOVE Devil)

“Non ti ho chiesto di venire.”

“Ho scavato roccia dura con le mani, non ho  unghie, non ho artigli, ma sono ,qui.”

Lo guardò bene, non si accorse di avergli preso già le dita, delicatamente sui palmi, abbassando lo sguardo si accorse con orrore del sangue che le copriva e lacrime calde presero a scorrere sulle gote bianche.

” Mi dispiace, non immaginavo di causarti tanto dolore, pensavo fosse meglio così. Non potevamo, non c’era modo.”

Soffiò su quelle mani martoriate, sollevando lo sguardo incapace di sfuggire al momento, al sentimento che li legava in quella follia, da sempre, da prima di ogni perché.

“Non hai capito ancora? Non è bastato il tempo che ci portiamo dietro? Non voglio più combatterti, mi arrendo. Che sia il caos, io non voglio più sacrificare noi per l’equilibrio cosmico.”

Con gli occhi ardenti la implorava di cedere, ma non ce n’era bisogno: non sarebbe più riuscita a separarsi da lui. Un’eternità non bastava per sopire la passione, il folgorante impeto che li attraeva era al culmine, che fosse la fine, non ne potevano oltre.

“Non ti lascerò più, non posso. Semplicemente mi è impossibile. Ho visto troppo e troppe vite ho sorretto. Sono stanca dei pianti, delle preghiere, di tutto il dolore a cui devo portare conforto. Non ne posso più. Ho passato le ere a illuminare le menti, a donare speranza, senza mai averne, senza mai goderne.”

“Ho passato le ere a ruggire nei campi di battaglia, a gonfiare i petti di orgoglio, a seminare coraggio e devozione. Non potendo io lottare, né combattere per ciò cui protendevo. Ho disertato e non torno indietro, che sia la fine, la loro e la nostra, ma troverò la morte tra le tue braccia.”

Posò il capo sul suo grembo e lei gli accarezzò il capo, come fosse consuetudine, come fanno gli antichi amanti. Cominciò il canto lieve dei tempi:

“Abiterò il tuo cuore, sorgerò nel tempio, ruggirò il furore, punirò lo scempio. E il tempo scorre nei campi di grano, il tempo miete la vita d’umano. E il bene col male si alterneranno, l’eterno rivale perenne ameranno. In circolo eterno l’amante segue, il proprio amato, senza ambir requie.”

Egli chiuse gli occhi stanchi, piangendo il canto dei condannati.

“Non patire più, ‘ché l’amore ci assiste. Stiamo insieme, stringimi forte e di questo inferno faremo la nostra alcova. Periranno tutti e noi saremo la loro colpa, che li abbiamo assistiti e ora gli togliamo la gloria.”

“Sei la creatura più bella e sempre ti ho amata, da lontano ammiravo colei che portava speranza tra i soldati lesi. Ero io, là, sulla collina, che altro non potevo che osservare, dopo aver acceso nei cuori tutto l’ardore.”

Prendendogli il volto tra le mani e guardandolo con sentimento acceso, sussurrò sulla sua bocca di brace :” Io ti vedevo, quando sfilavo tra i corpi affranti, ti sapevo vicino e agognavo il tuo respiro. Pregavano me, implorando pace, dopo aver da te raccolto la forza per combattere. Non è nostra la colpa, è la nostra natura, mentre loro altro non sono che miseri e pavidi esseri. A ogni bene siamo sottratti e loro sono un cerchio senza fenditura. Finiamo tutto, adesso, non m’importa! Mi basta che mi baci e con forza mi sorreggi e io, non conosco paura”.

E il bene col male fecero amore, senza più riguardo per l’umana condizione, senza più curarsi del loro scempio, della stoltezza e del poco arbitrio.

Nel tempio del sempre si fecero amanti, mentre pietra sulla pietra l’eterno crollò.

Non ci fu il pianto più, né l’orrore. Spazio candido di silenzio ammantato e nel centro immacolato, un piccolo fulgido palpito d’amore.

 

Sull’ amore e l’odio verso il telefono


Non vedi il giardino segreto che abita il mio cuore. Tu mi guardi e mi intuisci e poi, giri lo sguardo e torni a parlare delle solite cose, perché non riesci, o perché non ti importa, in fondo.

Io, vorrei che noi fossimo speciali, non come gli altri, non perché ci siamo presi, ma perché siamo nuova materia insieme, fusa e rimodellata.

Tu sei tu e io rimango qui e qualche volta ci incontriamo, altre ci cozziamo contro e ci scansiamo per non urtarci troppo. So che la vita è una, preziosa e ignota, da scrivere, da leggere, da cantare e ascoltare, ma non posso disfare e rifare. C’è qualcosa che va oltre me: tu, con tutto il tuo bagaglio, il tuo bisogno di chiudere a chiave la cantina, con i suoi scatoloni ammassati di emozioni, di paure e sogni infranti.

Non posso andare oltre me stessa, non devo, non ne ho il diritto. Posso solo essere me stessa, preservare il mio giardino segreto, curare e innaffiare, potare e recidere, per mantenere la mia natura e ritrovarmi intatta nel nocciolo saldo della mia essenza.

Non ho più voglia di lamenti, non ne ho mai avuta, ma non li tollero più.

Conosco il dolore e so che ce n’è sempre di più grande, di più profondo di quello che ho provato  e non voglio bestemmiare sentendomi afflitta. Non tollero più chi porta nella mia vita sempre grigiore, chi mi succhia ogni anelito di buon umore, per legarmi a sé, per coprirmi di disperazione e menzogne contorte che sono un imbarazzo solo ad ascoltare.

Quanto ho sofferto di ciò che mi si poteva evitare e quanto mi ha straziato la vita stessa. Ho scelto di conservare quel dolore sordo che non posso cancellare, per ciò che è arrivato con il vivere, col tentare, perché non sarebbe giusto verso me stessa; ma tutto quel dolore profondo a causa di gesti ignobili, di trame fitte e di ottuso egoismo, quello lo voglio spazzare via, o perlomeno lasciarlo al suo tempo.

Amore è un sentimento, questo è chiaro e non serve dargli un altro senso. Sono le persone che ne cambiano il vestito continuamente, ma non serve a illudere, non basta ad ingannare.

L’ amore è una cosa seria, la più divertente, quel sentimento che ti porta a pensare a un altro, a conservarlo caro nelle tue memorie, a muoverti per il suo bene, a migliorarti per entusiasmo, a volerne la compagnia senza conoscere sazietà. Se l’amore poi è ammantato di passione, c’è un’attrazione che unisce, un riconoscere il corpo dell’ altro come proprio, senza pudore.

L’ amore di un genitore vale, ma non diciamo oscenità generaliste : ogni genitore è persona e non a tutti scatta quell’ attaccamento istintivo verso la prole. Io so di essere una figlia di genitori incapaci di esserlo, ne ho la certezza e non sono l’unica, ma so che l’ amore per i figli può essere totale e sincero.

L’amore che porta vita, quello che smuove le idee, le coscienze e le convinzioni, è il motore di ogni esistenza, qualcosa che si cerca anche senza volerlo, che si vuole anche avendolo, che spinge nel petto e crea tutto ciò che va al di là delle necessità base di ogni persona : cibo, vestiti, tetto sulla testa.

Ogni opera d’arte, ogni canzone, storia scritta… tutto per esprimere qualcosa che ci  muove dentro, che spinge per uscire.

Troverò il flusso in cui incanalarmi, per trovare pace e libertà di essere. Sono felice di ciò che sono, nella mia mente mi riconosco;posso fare di più, devo lasciare qualcosa di me, ne ho bisogno. Non sono per i social network, non tollero neanche il telefono che squilla; detesto l’ obbligo , io spezzo le catene e il piacere di ritrovare una persona muore nel momento stesso in cui diventa una questione di aggiornamento; in più, sono la discrezione in persona per cui… Il telefono invece, devo averlo in antipatia da qualche esperienza remota, dopo l’ infanzia, qualcosa è andato storto con questo mezzo: non chiamo se non per obbligo ,sono sempre in torto e offendo varie amicizie a causa del mio astio. Devo sempre chiedere scusa per non aver chiamato, se non per non aver risposto. Detesto essere obbligata a rispondere in qualsiasi momento e magari dover restare troppo tempo incollata a quel fornetto, perché sono troppo educata per trovare una scusa e chiudere.

Sono per il vis-à-vis, ci si beve un caffè, si comunica con lo sguardo e ci vogliono molte meno spiegazioni; oppure mi piace scrivere qui e una persona legge, se e cosa ha voglia e dice la sua, se e quando ha voglia: senza obblighi, senza pressioni… più sinceri e liberi di così!

Ho esaurito i miei argomenti e certamente tei… scusa, ora mi levo e mi metto a leggere, così mi dispero perché sul più bello mi addormento e poi non capisco niente. Incomincio a sognare e non so più discernere.