Pensieri sulla carne, sulle ossa e sull’Aldilà


 

E così siamo fatti di carne e di ossa.

Io non l’accetto fino in fondo, non mi va la fragilità di questo mucchio di cellule, non mi va di pensare a quanto lavoro si compie in ogni istante solo per concedermi di stare qui, seduta, a blaterare al pc e il mio corpo si strugge per questo!

Fluidi che scorrono in ogni dove, muscoli che si flettono anche solo per sbadigliare, ossa che sostengono tutto, un’impalcatura sempre resistente.

Io che vivo di parole, ma ho una mente concreta, mi sento sopraffatta da tanto, è troppo rischioso.

Altro che paura dell’aereo, ho paura di essere in un corpo!

Chiamate pure la neuro, ma a rifletterci bene..

Molti hanno paura di salire su di un aereo: e se poi si fermano i motori, e se c’è una perturbazione forte, e se il pilota è ubriaco, e se il pilota non c’è, e se la hostess è una del terrore…?

Sì, vabbè..

E se il mio cuore si ferma, e se le mie cellule si ammalano e se il mio cervello non connette..?

Non è come piace a me, non è come i personaggi che amo, letti e inventati, io ho la scadenza e quando ,per vari motivi, devo leggere quest’etichetta, beh, non mi piace!

Non leggerò mai tutto ciò che vorrei, non scriverò mai il libro che sogno, non vedrò mai il mondo che mi incuriosisce..

Mi basterebbe sapere: che c’è, chiedo troppo?

Sì, la fede, io sono cattolica, io credo, ma vorrei i particolari, che vita è dopo?

Me lo chiedo davvero: qui la disperazione condita di passioni umane e là?

Perfezione? Caduta di ogni desiderio? Felicità totalizzante?

Allora, perché mi dispero al solo pensiero di non avere più storie da immaginare, o gli abbracci, gli abbracci!

Forse che più passa il tempo e più vedo le cose belle di questo nostro umano tribolare?

Non so, ma la parte delle tenerezze, del calore, della fantasia, io non so perderla.

E che qualcuno mi spieghi, che parli: come si vive dopo?