Tepore


 

Sono appena uscita a dissetare le mie poche amate piante, le amo perché non mi pare vero che vivano e fioriscano nonostante io non sia un pollice verde. Ci vuole dedizione, una certa cultura del verde e io non  ho voglia di appassionarmi a tutto: non so neanche i nomi dei fiori più comuni! Alle mie piante, alle mie erbe aromatiche però voglio bene perché sono così generose con me, io in materia sono proprio ignorante, diciamolo pure.

Il tepore sulla pelle, l’odore di primavera mi ha fatto sorridere come un’ebete, da sola, tutta gongolante per una sensazione senza pretese.Ho fatto le mie conquiste in questi mesi e sorridere per me ha quel qualcosa di miracoloso, perché ho sofferto davvero molto.Non ho il desiderio di approfondire le cause, per il semplice fatto che certi dolori non hanno una spiegazione e vanno alla fine accettati e messi via nel cuore, come parte di ciò che siamo adesso. La primavera aveva il significato di un nuovo arrivo qualche mese fa; poi, la perdita assieme alla persona che mi ha capito di più a questo mondo, tutto insieme. Non amo struggermi, non amo crogiolarmi, perché l’ho già fatto tanti anni fa e ora so vivere semplicemente. Ci sono stati giorni difficili in cui dovevo dare amore e certezze e sentivo la perdita enorme, l’ingiustizia per la seconda volta e lei che non c’è più ad ascoltarmi a risolvermi un po’. Mi sono risolta da sola, ma non sarebbe male quel calore della nonna.

Ce l’ho fatta anche questa volta e non mi interessano  i motivi, cosa cambia? Non mi ha convinto nessuna spiegazione, men che meno quella per cui si porta il fardello della perdita a causa di chi sceglie di togliere: insomma, un’espiazione dei peccati altrui… io non ci posso credere, non per due volte e anche perché non sono così degna di portare i peccati altrui sulle spalle ‘ché mi bastano i miei.

Chiuso l’argomento dolore per tornare al tepore del sole, quello affettuoso, abbracciante e rincuorante: che beatitudine…

Sorrido ancora, desidero ancora e spero ancora, in giorni migliori: in risate e carezze e cose nuove ancora da scoprire.

Domenica


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Dunque, che dire… il tempo è bello, invitante e mi trovo combattuta tra la voglia di uscire e sgranchire un po’ ‘ste gambe, dopo la mattinata passata in cucina ( e non ho ancora finito) , oppure buttarmi sul ebook reader ed estraniarmi da i vari pensieri che mi assillano, in fondo ce ne sono quasi sempre.

Alzata con voglia di mettere in tavola biscotti e cereali, ma ben presto ritrovata a soccombere alla richiesta di pancakes, ricoperti di burro fuso e sciroppo di acero o nutella che sulla superficie calda della focaccina si squaglia di piacere. Quando incomincio non esco più dalla cucina e così ho deciso di mettere in moto i vari passaggi per una soffice e leggera torta iperfarcita di mele, prima tagliate  a fette sottili e cosparse di zucchero e limone 🙂 .Dopodichè metto in ammollo le vongole con un pizzico di sale per spurgare e affetto sottili fette circolari di patate ammollate in altra acqua fredda pure loro per lasciare l’amido; vado di battuto di pomodori e olive con origano per la pescatrice e poi finirò col cuocere.

Non do ricette, non è lo scopo del mio blog, ma è solo la minicronaca di questa mattinata in cucina con Ramsey in sottofondo! Ho la pessima abitudine di tenere la tv accesa in cucina, per compagnia, alla fine non seguo granchè, ma se mi entrasse una persona in carne e ossa probabilmente mi irriterei, perchè dovrei dargli attenzione che invece ho verso ciò che faccio e poi… voglio rilassarmi, giusto?

Mi aspetta una telefonata dopo pranzo che non ho voglia di fare e per quanto so che durerà poco, che non mi farà male, non mi va di fare lo stesso.Ci sono quei rapporti che hanno ferito troppo e anche se poi per anni giochi a fare come nulla fosse, mentre altri motivi si aggiungono nella mente per averne abbastanza, viene sempre, inequivocabilmente quel malessere all’idea di scambiare un paio di parole.Perchè sono false! Non mi va di fingere, ma non voglio tagliare i ponti come dovrei con quei parenti che mi ritrovo!

Devo assentarmi, a dopo!