Mal(incon)ìa


Malinconia è il senso di perdita,
tornare a un luogo,
a un dove di nebbia.

Malinconico il mio cuore
che aspetta e stringe
un impossibile dolore.

Nostalgico abbandono,
i sensi in allerta,
mani aperte sul vuoto.

Una brezza lontana,
un odore antico
risata argentata.

Sarà il volto perso,
il calore di un corpo,
un altro universo?

Malinconia è la certezza,
dell’unico amore
l’immutabile perdita.

La corazza


spessa, ti riveste
di stracci e calcare,
la tua armatura
ti copre, protegge

pensavo

fossi tanto più
in fondo, dentro
un uomo intenso,
pensieri nascosti

sbagliavo

sei debole, fragile
di ossa pallide
nessun sentimento
vacuo pensiero

capisco

adesso ti vedo,
esterna baldanza,
tu sei la corazza,
nel tuo deserto

sei perso.

Memorie morte


Quel buco sul muro va chiuso.
Lo sguardo bordato che cade
Su giorni che annegano ieri
e non tornano, si scordano.
L’occhio cerca un immagine
che il cuore rifiuta e cancella.
Non si è più, si muore di sé
le spoglie di ieri sepolte.
Allora, chiudo quel buco
e vi poso un fiore, per me.

Impegno mantenuto, sentimento perduto


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Né fulmine né saetta, affezione.
Una pulce da scacciare, da disprezzare e non c’è comprensione.
Nel tuo sguardo il mio sconcerto.
Un unico sentimento universale. Il rancore globale.
Parole soppesate, trattenute e poi lanciate, con la potenza del baseball player seriale.
E io ti osservo senza sperare, mentre l’anziana sorte penzolandoti sul capo festeggia..
Forse torna, adesso, il prodigo figliuolo da bacchettare.
Poi mi volto e quegli occhi mi tengono, perle d’amore a cui dare il mio sostegno.
Resto fedele al focolare, per amore materno, mentre scolo bottiglie immaginarie e brucio i polmoni di fittizie sigarette.
Dondolando con piede malfermo la sedia che oscilla di fronte al rogo spettacolare di un perduto sentimento.

Goodbye my faith


angelo ali fotografia immagine

Sorridere e soffrire nello stesso momento, capita a tutti. A me in quest’anno spesso, troppo spesso, e mi accorgo che il sorriso mi si spegne quando la stanchezza mi satura e cedo, mentre sorrido guardo chi ho di fronte e penso, ma chi se ne frega e di punto in bianco so di cambiare espressione in una mutazione schizofrenica, ma sono finalmente io. Stanca, di quel dolore che penso non andrà mai via, di guardare due occhioni e chiedermi se capiscono che dentro mi stanno lacerando, ho paura allora di far più paura io.

Non tutto va come si spera, quasi mai, eppure ho avuto gioie che non pensavo, perché in fondo mi sono sempre sentita marchiata, non serve andare a chiedersi perché. Se ti senti marchiato ti aspetti che la vita ti faccia lo sgambetto sempre, proprio sul più bello. Temevo di non potere mai avere ciò cui più tendevo, ma ho avuto, con lacrime, grida, rabbia, paura, sofferenza mordace, ho avuto, e allora? Ciò che ho perso quando ci ho sperato, un ultimo miracolo non chiedo altro, mi ha scavato dentro, due volte, per due volte una benedizione e altri due rintocchi a funerale.

Due sì, due no.. è andata bene, per chi porta il marchio sull’anima.

Anche il bue più mansueto può scattare. la rabbia è un buon alleato per reagire, per muovere le gambe e tirare il carro, ma ti logora dentro, ti consuma e non lascia chiudere i lembi aperti.

Tutto qui, due occhioni per ricordare, sorridere e morire un po’ e ancora domani e un altro giorno ancora.

Ringraziare il cielo di tutto cuore per ciò che di più bello mi ha donato e uno sguardo in terra a celare le lacrime per un buco dentro che si nutre di dolore.

goodbye sweet honey, goodbye my faith

Mi manchi tra le foglie che cadono tutt’intorno


Se c’è un cielo oltre il mio sguardo, spero che contenga te.

Spero sia vero che tu sai ora, tu capisci, eppure mi pareva tu capissi già, piuttosto bene.

Spero tu tenga il mio cuore saldo, le mie speranze infrante ti prego di conservarle e rimandarmele in sogni.

Ritorna nei miei sogni, parlami, dimmi, o dammi la mano e stringila forte, donami la forza, il tuo amore.

Se tu sai, se puoi capire, occupatene tu, tu sai,c’è tanto di me lì con te.

Non lasciare questi spazi fra di noi, questi silenzi vacui, lo sai che mi manchi, che ho bisogno.

Non farmi chiedere, non è da me, non è da te, ci capiamo troppo.

Io ti aspetto in ogni sonno, in ogni notte, sono qui che aspetto e perdona ti prego se ti ho delusa.

Non volevo, non avrei voluto mai, sono stata cieca e ho spezzato il ghiaccio, una crepa enorme tra di noi.

Una volta tu, lo sai? Una volta io, lo so. Poco, per una vita intera; molto, per un rapporto sincero.

Occupati tu del cielo, rimanda i miei sogni infranti in speranze nuove e non lasciarmi più, dammi tue notizie.

Mi manchi nonna, il tuo odore, il modo in cui ti muovi e tutte le infinite chiacchiere fra noi.

Torna quando puoi, ti aspetto.

questa è tua.. era autunno e il mio cuore è avvolto dalle foglie che cadono e mi carezzano.. forse è la tua mano…

Autumn leaves under frozen soles,
Hungry hands turning soft and old,
My hero cried as we stood out there in the cold,
Like these autumn leaves I don’t have nothing to hold.

Handsome smiles wearing handsome shoes,
Too young to say, though I swear he knew,
And i hear him singing while he sits there in his chair,
Now these autumn leaves float around everywhere.

And I look at you, and I see me,
Making noise so restlessly,
But now it’s quiet and I can hear you saying,
‘My little fish dont cry, my little fish dont cry.’

Autumn leaves how faded now,
that smile that i’ve lost, well i’ve found some how,
Because you still live on in my fathers eyes,
These autumn leaves, oh these autumn leaves, oh these autumn leaves are yours tonight.