Avrei essendo altro da me


Avrei dovuto essere più ignorante o più colta,

così sono una sòla bucata.

Avrei dovuto capire di più

o non capire un bel niente.

Avrei dovuto realizzare i miei sogni

o non saper sognare.

Avrei dovuto accontentarmi sempre

o smettere di desiderare.

Avrei dovuto perdonare, tutto,

o mieterli tutti.

Avrei dovuto eccellere

o stendermi sul rivo.

Avrei dovuto amare divinamente

o fregarmene d’ogni cosa semplicemente.

Avrei dovuto combattere

o arrendermi del tutto.

Avrei dovuto raggiungere

o non muovere un passo.

Avrei dovuto comprendere

o del pensiero farne bolle.

Avrei, avrei, avrei…

se solo fossi un’altra me.

Lutto improvviso.


Giorni di lutto,

lutto improvviso,

per chi ha perso speranza

e ha lasciato incertezza.

Che tu possa sorridere,

che tu possa sfiorarla,

che lei sappia perdonare

e sentire conforto.

Volti su volti,

dolci e campane,

nero sul viola,

parole  fiorate.

Passi di tacchi,

voci a cappella,

odi mormorate,

incenso e omelia.

Pace e perdono,

sussurri e lacrime,

sguardi che fendono

antichi rancori.

Vento che sferza

le genti ansanti

croci e paramenti,

corpi sudati.

Mani a stringere mani,

occhi che contano capi,

volano invidie

e atterrano serpi.

La luce scompare in un pozzo,

i lumi scintillano,

il fumo avvolge le menti

e disegna i ricordi.

Vorrei essere migliore,

vorrei scaldarle il cure,

ma non si salta il fosso

senza correre.

Che tu possa ridere,

stringere e amare,

che il tuo cuore canti

le melodie più care.