Quando una foglia cade


 

Se staccandosi dall’albero una foglia cade, non è sua la colpa.

Non è colpa forse del vento, che soffia e soffia instancabile, ingannevole portando seco un bisbiglio melodioso?

Non è colpa forse del ramo che si scuote per ogni colpo dal basso inferto?

Non è colpa forse del tempo che volge con le sue stagioni danzando in eterno scambio?

E la foglia dal legno scocca, vacillando sull’aerea scia, dondolando nella brezza tremula,  alle famigliari spoglie unita.

Un tappeto d’oro sui viali a un tratto, che a posare il passo nasce una magia ed i bimbi in festa cantano, saltellando in allegria.

Come nessuno mai


Volerò tra le vette più alte, gridando l’ebrezza planando e risalirò con slancio per poi tuffarmi in picchiata e il vento mi carezzerà le piume sostenendomi gentile.

Vedrò il cielo immergendomi in esso e mi befferò delle altre creature, aguzzando la vista le vedrò scappare tra gli alberi e mi poserò su di un ramo alto per godermi l’istante.

L’olezzo mortale, il fetore umano, saranno distanti, in basso, così in basso da non toccarmi, né riguardarmi.

Il mio cuore avrà un ritmo di gioia folle e io lo seguirò sempre, impaziente, verso nuovi orizzonti e nuove forme.

Colori nitidi, odori frizzanti, aria pura per me, senza pensieri, solo l’aria fresca da fendere e cime d’abete a solleticarmi il ventre.

Libera io come nessuno mai, vagherò tra le strida e i canti limpidi, rigenerando quest’anima ferita, per essere viva.

Senza affanni, né colpe, senza più sogni, o desideri, solo viva, viva di vita e libera come nessuno mai .

Un giorno sarò felice, così felice da spandere gaiezza dai panieri colmi a piene mani, per essere felice, così felice come nessuno mai.

Amore traboccami e non lasciarmi andare, lasciati graffiare, mordere, strattonare, ma tu non mollare la presa, perché io non so crederci e mi ribello, non so fidarmi davvero, insegnami.