Fascisti su Marte strepitoso!


Oggi, potrei parlare della paura che ho avuto, ma sto bene, perciò non mi va.

Allora, ho visto ieri sera Fascisti su Marte e ho riso, riso tanto!

Solo io e mi sono posta delle domande, ma fa niente, niente ci fa.

E’ un film intelligente, davvero, se si entra nell’idea di Guzzanti, se si intende apprezzare ogni arguta sfumatura, il lavoro fatto è eccezionale, per me rasenta il genio!

Innanzitutto, il tono, è immediato il gaudio rispetto ai proclami, reali purtroppo, ai tempi del fascismo.

Le parole: si fa fatica quasi a star dietro al ritmo, ma io ancora rido con tutto quel profluvio di aggettivi mascolini e virilizzanti: virile, mascolino, giovane(virgulto), impavidi…

Tutta una risata consapevole dell’atrocità del concreto. Quei proclami erano troppo simili a questi, e la gente doveva crederci!

L’idea balzana che questo gruppo sparuto di sfigati potesse intraprendere la conquista di Marte, tanto quanto quelle campagne africane, effettivamente, che cambia?

Stupendo.

Arrivano ‘sti porelli su Marte con questo Fascello, invece di vascello, di solido acciaio e un combustibile di caffè nostrano, vi ricordate quelli alla carruba o cicoria, non ricordo, non c’ero.

Arrivano e non respirano, ovviamente, ma il comandante ordina di respirare, e loro alla fine ubbidiscono!

Insomma è una parodia goduriosa, ma dall’intelligenza vivace, c’è un’analisi sottile dietro l’evidenza.

La conquista di Marte e poi la ricerca di un nemico per contrastare il malumore dei camerata.

Per cui trovano queste rocce aliene che non reagiscono, per sfida, per non arrendersi e da lì gag infinite: il cercar di arrivare a un compromesso, in cui il nemico accettasse la sudditanza verso il fascismo, la somministrazione di olio di ricino, il fingere attentato da parte di roccia aliena spinta da un camerata per poi incolparla, ma la roccia finisce sulla testa del comandante ed è attentato!

Queste rocce vengono confinate, interrogate, c’è un momento in cui il comandante sfida in lotta libera la roccia che con la sua studiata indifferenza lo porta a  capriolarsi continuamente.

Non posso raccontare tutto il film, vorrei scrivere ogni frase detta e analizzarla.

Da vedere e rivedere e concordo con chi pensa che Corrado Guzzanti sia un acuto analista della realtà sociale e politica, che propone il suo pensiero con l’intelligenza e l’arte difficile della comicità.

Lo valuto e rivaluto.

Questo film rimane pietra miliare per me, da proiettare nelle scuole e aprire una discussione, si presta a una analisi che possa prolungarsi per ore, di ciò che è stato, perdura e va cambiato.

Bravo Corrado!!

 

Donna per nascita, burlona per scelta!


Io l’ho detto che sono burlona. Giuro che non l’ha capito nessuno. A volte, spesso, sparo cazzate a raffica, sempre con estrema serietà e la persona che ho di fronte scoppia a ridere, quasi come se fosse caduta ilarità dal cielo! Nooo! Sono io, sono giullare nel cuore, ma lo celo. Sono perfidamente sarcastica, faccio giochini di parole che lanciò lì e sono in estasi se qualcuno coglie.

La risata crassa, ignorante, verace, rozza e bucolica! Estasi per il cuore! La risata dev’essere maleducata, irruente, sbracata!

 

Questa è scuola!

Devo ridere, ogni tot devo ridere, se potessi riderei sempre o piangerei, o l’amore!

Quel sentirsi vivi e il sangue che scorre prepotente nelle vene!

Se fossi maleducata, purtroppo non lo sono, prenderei per il culo sicuramente, ma non riesco, c’è quella parte di me che se ne indigna! Se ho grande confidenza un po’ ci provo, ma sono un pelino permalosa e non vado oltre. Il vecchio adagio.. non far all’altro ciò che non vuoi si faccia a te stesso!

Scusate, un attimo il cambio argomento, ma ho visto una scena che gli effetti speciali holliwoodiani… manco da lontano!

Ho buttato lo sguardo fuori dalla finestra aperta. Il cielo ormai è quasi buio. le case vanno salendo su dolci alture, prevalentemente tinteggiate chiare, con alberi di varia appartenenza nei giardini(chi ce l’ha il giardino). A un certo punto ho visto distintamente un gigante sporgersi su di una casa! Sapevo bene che trattavasi di albero mosso dal vento. Un abete la cui cima si è piegata come un lento gigante curioso, era così perfetto l’effetto che mi ha scosso. Non posso renderlo!

Ok, good night my friends. Le mie risorse sono out!

Me ne vò lesta a leggere un po’ finché il sonno mi batterà alla testa. Mi sveglierò varie volte la notte, alcune per fare pipì e poi quando finalmente dormirò della grossa, persa in sogni avventurosi, suonerà la sveglia, mi vorticherà la testa e troverò non so come la forza di alzarmi e cominciare la giornata. Così è andata stamattina.

 

Della bellezza


Bellezza nello sguardo, nelle labbra scarlatte, in un gesto stanco, una mano inerme.

Bellezza nella voce rotta, in un sorriso mesto, nel brillio degli occhi accesi, nelle gambe allungate.

Bellezza in un volto baciato dal sole, in una frase maliziosa, in un corpo solido, nell’odore amato.

Bellezza quando dorme, nell’abbraccio soffocante, nella risata sbracata, in un bacio atteso.

Bellezza nella presa imperiosa, nella morsa amorosa, nell’adesso senza tempo, nella vittoria del corteggiamento.

Bellezza nel racconto del domani, nel sospiro di chi guarda lontano, nell’incontro di due occhi fra la gente, nell’incavo di un giaciglio sopito.

Bellezza è il coraggio, il furore, la speranza cieca di ogni fiamma che s’alimenta nel petto di chi s’ama.

Perciò sii bello d’una bellezza abbagliante, vestito d’amore bruciante, bardato di tenerezza e ironico sguardo.