Che fine fa il marinaio che salpando se ne va?


Quando il mare chiama, lui risponde ripartendo e lesto slega i bardamenti del focoso destriero.

Salpa senza pensiero, col core che s’alza in gola, per la tema del funesto.

Non è scelta del navigatore quale giorno il suo levare.

Egli semplicemente vive del suo mare.

Buon viaggio marinaio stanco,

non domandarti risposte

cadranno.

Certezze spezzate


Ci sono certezze che destabilizzano e per trovare quiete vano spezzate.

Tra i frammenti sparsi troverai nuove forme e a tagliarsi le dita, non è grande danno.

Una goccia scarlatta sul polpastrello è una dolce ferita, se a contributo di una battaglia vinta.

Tra quiete e tempesta c’è una cascata scrosciante, di emozioni, tormenti e pensieri ribelli.

Io rincorro la vita e rifuggo tempesta, cantando nella pioggia con la gola aperta,

rotolare nella neve è il più dolce tormento, ‘ché il freddo risveglia e addormenta al contempo.

Mi ritrovo ad annusare aromi antichi, tra ricordi e memorie che appartengono ai tempi.

Ho bisogno di salpare con tre gatti e due balocchi, per mari nuovi e per ignoti posti.

Canto e ricanto a squarciagola nelle vene, i nervi s’infiammano e le corde si tendono.

Venite, venite, le campane annunziano: le virtù sono andate e i colpevoli fuggono!

Aprite, aprite, le porte del mare: che i flutti aspergano le menti malate!

Io remo di lena nella tazza preziosa, con un mestolo a vogare ci vuole forza buona.

Ti lascio due spille e una pentola vuota, rammenta le risa e dell’errore non far parola.

Due cocci tra le dita e una goccia rossa per un viaggio nuovo sulla nuova rotta .

 

Perché amo questa canzone ancor prima di capirla..

Viaggio in barchetta


Sulla barchetta di carta affronto il mare,

l’onda che avanza inzuppa la nave,

le parole con l’inchiostro scivolano,

tra gli abissali flutti si perdono.

Sento il freddo azzannare la caviglia,

ha passato il livello della chiglia

l’acqua sale e s’affloscia la barchetta,

mi appresto ad abbandonare in fretta.

La barchetta di carta è un brutt’affare,

non è adatta a circumnavigare

nemmeno un granello di sabbia

che nel mezzo del mare s’incaglia.