Icaro e Sangue


Ghermiscimi
Finiscimi adesso
Graffi la pelle
Lecchi sangue
Che scorre
E scorre
Desolazione
Tu sei morte.

Allora, prendi
Possiedimi
Restano promesse
Volano i sogni
Ombre sinuose
Dalla mia mente
Si inerpicano
Fumose.

Denti aguzzi
Mordi la carne
Senti il sapore
La mia essenza
Nutre il flusso
Del tempo
È l’umana
Condizione .

Voliamo adesso
Sopra i tetti
Le case abitate
Corri con me
Verso il Sole
Ci scioglie
Eterno sei
L’Amore.

Del sangue e della vita


Quando il sangue di un altro ti sporca le mani
Gratta finché il tuo stesso sangue ne lavi via l’odore
E ancora nulla solleverà dalla tua gobba il peso
E mai perdono cancellerà dalla memoria l’onta
La vita è un dono
che non appartiene
Ad alcuno:
Né al portatore
Né al donatore
E ancor meno
All’usurpatore.
Io mi possiedo
Finché linfa mi scorre
Eppure la sua fonte
Non è mio avere .

Raffaella


sospesa in nuvole che rafficano il cielo mi domando.

e scalfendo la carne con gatti annodati mi ribello.

ricordami la rima del mio cuore allegro

cantiamo insieme l’eco di un tempo.

gioisce il giorno che ci trova insieme,

amicizia imperitura nell’eterna veste.

sospirano i ricordi nel mio orecchio

ribolle il sangue fluendo sciolto.

raccontami ancora di com’ero felice

nel tempo che fu con te luminoso.

nell’angusto sgabuzzino del passato

abbatti il muro di cartone

e ti ritrovo ancora

amica di sempre.

 

 

L’eroe è solo dopo la battaglia


Il guerriero in cima alla collina. Lo sguardo all’orizzonte volto.

Invece di fiori, corpi. Invece di freschi rivi, sangue rappreso a innondar li declivi.

Funereo e iracondo il cielo tetro. Non canti, non passi, non battito d’ali. Rimane lui solo, mesto, sul tumulo scoperto.

Leggende verranno cantate, tra i boccali innalzati, tacchi danzanti sulle assi, mani battute al ritmo di festa, in onore ricordando l’eroe d’un tempo.

Eppure è solo l’eroe, col volto ricoperto di morte, l’odore del sudore e del sangue lo avvolge e nulla è più in legame col passato, nulla vi resta del bimbo che è stato, dell’amore agognato e del focolare sicuro.

Solo grida nel silenzio immoto, gli ultimi scampoli di vita spenti nell’assalto feroce del guerriero indomito.

Ogni fuoco in brace e poi cenere a ricoprire il cuore.

Non c’è speranza per chi resta, non più sogni lievi, troppi volti nella mente a cercar vendetta, non c’è pace per l’eroe solo.

Prima del giubilo festante, dei nervi tesi, della mascella stretta, tra i cori esultanti, le dame in fregola e  la mano tesa, il guerriero si perde con lo sguardo lontano, salutando l’uomo ch’è stato e mai tornerà.