La bestia nera


Tutto s’impregna di niente e scuote le mura di un animo chiuso,
tremano come foglie nel vento gli ultimi sprazzi di sentimento.
Spinge il Buio le porte, vibra nel petto e smuove , butta e rigetta
schiacciando come falene stordite l’ultimo bagliore di Amore.
Fatelo uscire, fatelo uscire, per carità! E’ furore che annienta!
Caduti gli argini, sarà tempesta: nessuna speranza si salverà.
Le fauci come tenaglie, mi azzanna, mi lacera e sbraita, latra.
Ho l’animo esangue e la volontà di implodere stretta alla Bestia.

Odio


Non del volto l’espressione

l’umana vera condizione

di sogni nulla resta

un mirino sulla testa.

Il terrore devasta la sera

nulla è mai stato com’era

il dolore rosso devastante

alberga le menti affrante.

L’umano sogno è umile

dagli albori resta simile

un posto da abitare

un’anima da amare.

L’orgoglio offeso

veleno impietoso

ottenebrata é la mente

di rabbia intossicante.

Troppi i corpi caduti

i loro futuri perduti

silenzi che gridano

assenze che sfidano.

Ogni vagito si espande

nel mondo che attende

l’uomo che si formerà

le scelte che prenderà.

Incolpevoli che pagano

potenti che minacciano

il mondo dall’alto

è rosso scarlatto.

Felice di essere donna


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Se potessi parlare, avrei pensieri da esprimere,
se potessi fare, avrei decisioni da prendere,
se potessi amare, avrei braccia forti per stringere.
Se donna fosse libertà,
gli occhi del mondo sarebbero limpidi.

Un sogno, una speranza per chi lotta oltre la moda e l’apparenza cercando una finestra da aprire sul mondo: per vedere, respirare, esistere.
Nessun pugno contiene vita, se non per soffocarla. La paura è il male che apre la porta all’orrore dell’animo umano. Combattere ciò che ci sfugge dalla comprensione è un suicidio civile.

Piccolo cuore nero


Sciocco lo stolto s’intende saputo,
mira lo scoglio con dito puntato,
tira al bersaglio con stolido colpo,
manca il traguardo con anno d’avanzo.

Ride la gente del suo rossore,
il gozzo si riempie di cieco furore,
strilla e s’impunta pestando i piedi,
guardando la folla con occhi biechi.

“Arriverà il giorno che piangerete
per mano mia voi perirete
saranno giorni di cupo terrore
conoscerete lesto il vendicatore!”

Qualcuno sbiancò d’un tratto incerto
ma il resto del popolo seguitò il concerto
di risa e di scherno colpendolo al centro
del suo piccolo fumoso nero cuore.

Allora lo stolto s’andò incespicando,
le peggiori torture in seno meditando,
s’apprestò i neri cuori a unificare,
nel più scuro terribile affare.

In capo a un anno dall’umiliazione
il sordido gruppo si fu all’azione,
menando colpi ai passanti ignari
facendo schiavi quelli contrari.

A menare lo stolto per il naso
si rischia di perdere la mano
‘ché lo stolto non intende ragione
al di là del piccolo nero cuore.

Della rabbia verso la generazione dei vecchi, verso il governo, l’abbattimento di ogni spazio per noi, trentenni di troppo!


Questo tempo, mi schiaccia, mi fa sentire di troppo: io per me stessa.

Mi manca, non so bene cosa, mi manca.

Il massimo, l’allegria, il divertirsi di niente, la spensieratezza.

Quando è venuta a mancare?

Chi lo sa..

Tra un fendente e una pedata nel culo forse.

Tra uno stringere i denti e far finta di niente.

Quel fondo di bottiglia sulla spiaggia non è più un gioiello, è un fondo di bottiglia, di qualche stronzo che si è ubriacato così tanto da lanciarla lì, tra i cocci e fa’n’culo al mondo e a chi cammina scalzo!

Non mi va niente, troppo lo stesso, mi piace solo la novità, forse sono sempre stata così impaziente, dentro.

Andiamo là, al solito posto, tra la solita gente, a non fare nulla, tra le stesse facce, in mezzo a poco più di nulla e non mi va e poi mi la mento se non esco.

Non mi giustifico neanche, insomma, sono bleah! che ne so, smonata, va’!

E preferisco la noia al male, non sono così cretina da non capirlo e ‘sta vita che ce la gestiamo per fare i muli e indietro non si torna.

Mi pare che ogni cosa fatta sia per darla indietro, a quegli squali che per offrirmi ciò che non chiedo e che non offrono davvero, tipo servizi pubblici, mi tolgono la voglia di illudermi di avere mai qualcosa in più e per il concetto che mi ha cresciuto, di valere mai qualcosa in più.

In questo giorno caldo, appiccicoso, che non rimargina le ferite più, io sono ignorante, indolente, pesante, immobile, schifata, spremuta, inutile, scontenta.

E’ così e poi, che c’entra.. si fa finta di niente e ci facciamo  piacere tutto, anche noi stessi, si può, si deve.

E non mi va di pensare alle  tragedie, non è questo il modo di dare valore alla propria vita!

Non è dicendo “per fortuna non è successo questo o quello”, non vale più di una fistola nel culo.

Il discorso è banale, ma l’unico modo è gioire di ciò che si ha, di volere bene, e aver voglia di fare, finché la fortuna ci assiste.

Oggi però no, e va così, oggi mi sento anche brutta, tanto mi sto sulle palle, che mi strapperei la pelle!

Non importa, non fa niente, non cambio le sorti del mondo col mio umore.

Non cambio niente, di niente.

E’ stata tanta di quella merda a palate che ho pregato di annoiarmi e non avere più sorprese, per cui va bene.

Ogni tanto, ma che cazzo.. dove sta scritto che dobbiamo passare sotto le forche caudine?

Dov’è scritto che dobbiamo vivere con la spada di Damocle sulla testa?

Ma che cavolo, mi posso ribellare?

E siamo sempre alla prova, e beato chi soffre tanto che è più caro a Dio.. io mi ribello, ci ho provato, ci ho provato a fondo, ma qualche serpente mi si attorcigliava sempre in ventre..le mie budella!

La vita è una, io voglio viverla bene! Tutti felici, basta incazzature, e le ingiustizie che spargono cinismo come gramigna, io le seppellirei con gli invidiosi, i boriosi, i supponenti e menagramo!

Allora, io a subire sfighe dalla vita non mi sento beata e hai voglia a dirmi sempre che c’è di peggio, ma lo so, e non lo voglio, sono stufa che ci sia tutto questo dolore e non ce l’ho con Dio, mi incazzo e basta!

Gente splendida che combatte senza armi, giganti mostruosi e scusate, ora sarò lapidata, ma mi sento un verme quando trovo innaturale tanta vecchiaia ovunque!

Siamo un mondo alla fine, ecco e non perché io abbia le conoscenze di sapere alcunché, ma quando ovunque io vada, soprattutto se sto male e sono tutti di fretta, devo sgomitare con la vecchiaia, e mica è colpa loro, poracci, ma penso che loro erano la gioventù forte degli anni ’50, quelli che hanno goduto tutto il nuovo e ancora ce li ho sempre davanti, con lo sguardo torvo, le unghie sfoderate.

Sono loro, una generazione egoista, e lapidatemi, ma è la verità, che non lascia nulla, che ha tutti i  vizi e poca generosità.

So, so ci sono le eccezioni, il mio è uno sfogo, ci sono nonni meravigliosi e lo so che tanti sono abbandonati, ma sono sconvolta dalle famiglie abbandonate, senza lavoro, che fanno prima a togliergli i figli che non a dar loro un aiuto.

Ma cosa costa di più? Mi chiedo se non sia prioritario mantenere tutte queste figure specifiche pubbliche e i progetti ad hoc, che non tenere le famiglie unite.

Non badatemi, ho le palle girate, perché non abbiamo niente davanti e vorrei fregarmene, ma non si può fare nulla, non puoi andare a vivere in un bosco con la tenda, devi risponderne, chiedere il permesso, pagare per farlo.. non importa se tutto ciò che paghiamo non andrà mai nelle nostre pensioni, non importa se i nostri figli avranno meno di zero da noi, perché noi stiamo sotto ghiaccio.

Parlano solo di boiate, mi spiace , ma solo cazzate uscite dalla bocca di gente che non molla l’osso, mai, che sta in ballo da sempre. Sempre la stessa generazione, che ha seppellito i genitori poveri, seppellirà i figli e litigherà coi nipoti per l’osso più succulento.

Non badatemi, straparlo, ma io a farmi medicare non ci vado più, che mi sono rotta le palle una volta di troppo, per fortuna non è niente che ci metterà una vita..

Dovremmo lasciarli tutti in mutande, smettere di produrre in massa e vediamo che succede.

Dovremmo essere più in forze a decidere del nostro futuro, non chi ci svuota le tasche e non ci lascerà niente!

Non ce l’ho con questo governo, non fatemi così tanto ignorante, che volete fare se sono decine di anni che si inventano soldi che non ci sono e se ne intascano di veri, ma veri veri?

Che volete farci se il nostro vero governo è stato il potere criminale, che ha deciso di tutto il sociale e il pubblico e si ricrea il buco nero al CERN, sì, intanto la gente crepa ancora, perché non ce la fa più, per solitudine, per fame, per desolazione, e per aver perso tutto, sopra ogni cosa la speranza.

E lasciamoci allora cullare nell’utopia dei pensieri, dei sogni, intanto che la vita prosegue tra richieste di pagamenti, ogni mese. L’acqua la paghiamo, anche l’acqua, ma ci pensate mai? Non ci lasciano nessun bene di prima necessità senza pagare, manco l’acqua, sapete che è cosa recente, vero?

Non importa, l’acqua si può bere, e insistono sempre.. allora, prendete un contenitore di vetro limpido, perfettamente pulito, riempitelo d’acqua e lasciate lì, almeno un giorno.

Niente frigo, così, fuori. Poi, bevete, se ritenete il caso.

Tanto vale bersi cloro direttamente e la terra, magari la rimetto in qualche vaso.

Ok, ho finito, ne ho mille, ma ho finito, se no mi odierete pensando che ce l’ho coi vecchi, eppure sapete l’amore viscerale per mia nonna, che era unica però.

Buona serata e non badate a ciò che ho scritto, frutto di una mente bacata.

Vi rivelo il segreto che il mondo ignora


 

Lo so, lo so, non dovevo omettere ciò che conosco, dovevo condividere.

Sono mesi che mi metto a nudo in questo blog e poi che faccio?

Mi tengo i segreti!

Allora, io non so come la potreste prendere, perché non voglio creare il panico..

Ecco ciò che so, poi, ognuno tragga le sue conclusioni:

  1. siamo entrati ufficialmente in una nuova stagione, l’estate, lo so che ne eravate ignari, lo so
  2. fa caldo, terribilmente caldo, mi spiace non averne parlato, mi scuso, voi ancora girate coi maglioni!
  3. farà caldo per altri tre mesi! E chi se l’aspettava d’estate in Italia, ma porca zozza! Lo so è uno scandalo!
  4. I tg e i quotidiani ne parlano continuamente, servizi innovativi che vi apriranno gli occhi sulla colonnina di Mercurio!! Il dio Mercurio, molto geloso della sua colonnina che s’innalza sempre, un pervertito insomma!
  5. Potreste patire l’afa, avere sete, o my gosh! potreste sentirvi fiacchi!!! Voi che sgobbate sempre, come farete!!
  6. Mi parlano di condizionatori, finestre che si possono aprire, addirittura di vestiti leggeri e docce fresche.. naaa! Io non ci casco, sono dei millantatori, vogliono ingannarci, troppo facile!

Ora sapete, ora avete la conoscenza, fatene ciò che mi aspetto da voi: tramandate in scantinati bui, avvolti dalle tenebre notturne il Sapere.

Voi siete gli adepti e mi attendo grande considerazione per ciò che vi ho trasmesso, ora siete illuminati.

Portate le torce, ci vediamo all’ora X nel posto X per nuove direttive, mi raccomando: sappiate portare il fardello di tanto sapere, il resto del mondo è impreparato.

La vostra Maestra della dottrina del Fancuculo.

 

Fascisti su Marte strepitoso!


Oggi, potrei parlare della paura che ho avuto, ma sto bene, perciò non mi va.

Allora, ho visto ieri sera Fascisti su Marte e ho riso, riso tanto!

Solo io e mi sono posta delle domande, ma fa niente, niente ci fa.

E’ un film intelligente, davvero, se si entra nell’idea di Guzzanti, se si intende apprezzare ogni arguta sfumatura, il lavoro fatto è eccezionale, per me rasenta il genio!

Innanzitutto, il tono, è immediato il gaudio rispetto ai proclami, reali purtroppo, ai tempi del fascismo.

Le parole: si fa fatica quasi a star dietro al ritmo, ma io ancora rido con tutto quel profluvio di aggettivi mascolini e virilizzanti: virile, mascolino, giovane(virgulto), impavidi…

Tutta una risata consapevole dell’atrocità del concreto. Quei proclami erano troppo simili a questi, e la gente doveva crederci!

L’idea balzana che questo gruppo sparuto di sfigati potesse intraprendere la conquista di Marte, tanto quanto quelle campagne africane, effettivamente, che cambia?

Stupendo.

Arrivano ‘sti porelli su Marte con questo Fascello, invece di vascello, di solido acciaio e un combustibile di caffè nostrano, vi ricordate quelli alla carruba o cicoria, non ricordo, non c’ero.

Arrivano e non respirano, ovviamente, ma il comandante ordina di respirare, e loro alla fine ubbidiscono!

Insomma è una parodia goduriosa, ma dall’intelligenza vivace, c’è un’analisi sottile dietro l’evidenza.

La conquista di Marte e poi la ricerca di un nemico per contrastare il malumore dei camerata.

Per cui trovano queste rocce aliene che non reagiscono, per sfida, per non arrendersi e da lì gag infinite: il cercar di arrivare a un compromesso, in cui il nemico accettasse la sudditanza verso il fascismo, la somministrazione di olio di ricino, il fingere attentato da parte di roccia aliena spinta da un camerata per poi incolparla, ma la roccia finisce sulla testa del comandante ed è attentato!

Queste rocce vengono confinate, interrogate, c’è un momento in cui il comandante sfida in lotta libera la roccia che con la sua studiata indifferenza lo porta a  capriolarsi continuamente.

Non posso raccontare tutto il film, vorrei scrivere ogni frase detta e analizzarla.

Da vedere e rivedere e concordo con chi pensa che Corrado Guzzanti sia un acuto analista della realtà sociale e politica, che propone il suo pensiero con l’intelligenza e l’arte difficile della comicità.

Lo valuto e rivaluto.

Questo film rimane pietra miliare per me, da proiettare nelle scuole e aprire una discussione, si presta a una analisi che possa prolungarsi per ore, di ciò che è stato, perdura e va cambiato.

Bravo Corrado!!